Di Gianni Pittella | 01 Gennaio 2026
L’Europa del 2026: gestire la complessità in un mondo frammentato
Se Gramsci potesse osservare il panorama geopolitico del 2026, probabilmente rispolvererebbe la sua celebre definizione di “interregno”.
Se Gramsci potesse osservare il panorama geopolitico del 2026, probabilmente rispolvererebbe la sua celebre definizione di “interregno”.
Il silenzio della sinistra dopo l’arresto di Hannoun solleva interrogativi politici e di credibilità: presunzione di innocenza, ambiguità e doppi standard a confronto.
La nuova National Security Strategy (NSS) degli Stati Uniti segna una svolta profonda negli equilibri dell’Occidente: meno multilateralismo, più accordi bilaterali, un riavvicinamento pragmatico alla…
No, non è stato un gran intervento quello di ieri di Elly Schlein. In parallelo con Meloni ad Atreju per dare l’idea del testa a testa.
Il crescente divario transatlantico tra dazi, Ucraina e nuove geometrie globali. Il nuovo equilibrio tra Europa e USA.
La sinistra attacca la Meloni, Salvini, critica Atreju e la rassegna Pià libri più liberi, ma oltre la polemica, non propone nulla.
No, non è mai una buona notizia per i segretari del Pd quando ricompaiono le correnti interne.
C’è qualcosa che resta – scorie e sospetti a parte – del cosiddetto caso Garofani? Intendo dire: politicamente parlando.
Siamo davanti a un grande classico della sinistra: quello per cui prima si nega pervicacemente un problema, poi si insultano o si trattano da fascisti quelli che la pensano diversamente
Che la sinistra italiana potesse innamorarsi di Mamdani era un’evenienza fin troppo facile da prevedere. La storia è piena di papi stranieri.
L’elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York segna l’ascesa della nuova sinistra americana e ridefinisce l’agenda progressista USA.
Calcisticamente parlando, c’è una panchina che traballa, ed è quella di Elly Schlein.