Di Gianni Pittella | 25 Febbraio 2026
L’Unione Europea al bivio: tra pragmatismo e inerzia
Nelle ultime settimane l’Unione Europea sembra aver preso coscienza delle sfide cruciali che le aspettano nei prossimi anni.
Nelle ultime settimane l’Unione Europea sembra aver preso coscienza delle sfide cruciali che le aspettano nei prossimi anni.
Va bene: questa sarà la settimana di Sanremo, dopo di che scatterà la volata finale, senza tregua e senza respiro, fino al voto referendario.
A sinistra (senza differenze tra Pd e altre forze) i sostenitori del Sì sono ridotti a dissidenti perfino irrisi dalla comunicazione di partito.
C’è ancora chi fa finta di non capire, davanti alle violenze e ai sabotaggi degli antagonisti contro le Olimpiadi e le forze dell’ordine.
Inutile girarci intorno, la sinistra esce con le ossa rotte – politicamente e moralmente – dall’orribile pomeriggio di sabato a Torino.
L’asse Italia-Germania dimostra la volontà di presentarsi come partner affidabili nella ridefinizione della sicurezza europea.
Qualunque cosa si pensi di Donald Trump, è troppo comodo trasformarlo nell’alibi per giustificare tutti i fallimenti europei.
Va bene, la politica è anche uno sport di provocazioni e liti, e in particolare chi è all’opposizione ha diritto anche a giocare sporco.
Un ricordo dell’impegno civile e politico di Valeria Fedeli, una vita per la causa, sempre con coerenza e stile.
Niente da fare per la sinistra, almeno nella partita della comunicazione. Nella conferenza di inizio anno.
La cattura di Maduro segna una svolta: tra realpolitik, crisi della legalità internazionale e un’Europa stretta tra ambiguità e irrilevanza.
Dalla rimozione di Maduro alle reazioni della sinistra italiana: tra ambiguità, divisioni e un dibattito che solleva interrogativi su libertà, coerenza e politica estera.