Di Daniele Capezzone | 20 Ottobre 2025
Ma il Pd dove vuole andare? Ecco il bivio…
È chiara a tutti la situazione di impasse politica in cui si trova oggi il fronte progressista, che aveva puntato sull’ipotetico campo largo.
È chiara a tutti la situazione di impasse politica in cui si trova oggi il fronte progressista, che aveva puntato sull’ipotetico campo largo.
La fase due del piano Trump su Gaza e la grande occasione (politica) per l’Europa. Ma rispettare la road map non è facile.
Anche ai più distratti non può essere sfuggito l’imbarazzo, la sensazione di sconcerto della sinistra dopo la tregua a Gaza.
È certamente un raggio di sole che squarcia un cielo tempestoso quello che arriva dal tavolo negoziale del Cairo.
Senza polemica. Come si dice in questi casi: solo per capire.
Una difesa europea va costruita ma la sua efficacia dipende innanzitutto da decisioni politiche chiare e condivise.
Se qualcuno pensa che il tema di Israele sia scomparso dall’agenda del Consiglio informale dell’Unione Europea a causa del cosiddetto “Piano Trump”, accolto con modifiche dal Primo Ministro israeliano, commette un errore.
Perché Schlein e Conte, con i loro sodali Bonelli e Fratoianni, non hanno voluto-potuto-saputo fermare la componente italiana della Flotilla?
In un’epoca segnata da disinformazione, l’esperienza di Urania Tv dimostra che il confronto, dialogo e pluralità esistono ancora.
C’è stato un tempo in cui, qui in Italia, i responsi delle agenzie di rating erano reputati sacri e decisivi tanto quanto quelli della Sibilla cumana per i romani.
Un’Europa più forte richiede risorse comuni: eurobond, investimenti in difesa, energia, tecnologia e formazione.
La Francia è travolta da deficit e debito record, ma anche da un’impasse politica che indebolisce Macron. Per l’Europa, perdere un pilastro così decisivo significherebbe compromettere la sua stessa stabilità.