Di Daniele Capezzone | 26 Ottobre 2026
Gli intrecci che erano sotto i nostri occhi
L’intreccio tra il movimento pro-palestinese (ProPal) e l’islamismo non è casuale né marginale. È il prodotto di evoluzioni storiche.
Giornalista, già segretario dei Radicali italiani e, successivamente, parlamentare del PdL, di cui è stato anche portavoce. È considerato uno dei più influenti pensatori e opinionisti dell'area liberal-conservatrice italiana. Autore di numerose pubblicazioni, è stato per anni una firma di punta del quotidiano La Verità. Oggi è direttore editoriale di Libero.
L’intreccio tra il movimento pro-palestinese (ProPal) e l’islamismo non è casuale né marginale. È il prodotto di evoluzioni storiche.
Potremmo aprirla e poi chiuderla subito qui: raccontando l’assurdo di uno sciopero generale proclamato prim’ancora che la manovra sia stata scritta e presentata.
Il centrosinistra italiano continua a navigare a vista, prigioniero di un eterno cantiere che non si chiude mai. A un anno dalle politiche del 2027,…
Il quadro non è semplice, e sarebbe da irresponsabili fingere il contrario. L’energia è tornata a pesare, i mercati sono nervosi, il costo del debito non è un dettaglio da convegno.
C’è un paradosso elegante, e un po’ crudele, nella sinistra italiana. Il partito che dovrebbe guidarla, il Pd, scivola sotto il 20%.
Il programma uscito l’altro ieri da Nova non è un elenco di proposte: è un mandato. Conte lo ha detto senza giri di parole dal palco di Milano.
Il centrosinistra italiano, a oggi, è un miracolo di economia: ha abolito leader, programma e perimetro, eppure continua a occupare salotti, talk e pagine intere. Un vuoto che produce rumore.
Ho ascoltato i leader dell’opposizione a Cernobbio. Schlein, Conte in collegamento, Renzi e Bonelli. Ho ascoltato le accuse al governo, i numeri sulla crescita, i salari reali, le bollette, la produzione industriale. Poi ho aspettato le proposte. E lì il quadro si è sgranato.
La scorsa settimana, dopo un incendio che avrebbe potuto determinare conseguenze terribili per gli stessi abusivi di Spin Time, è stato sacrosanto procedere a un sequestro dell’edificio che impedisse il rientro degli occupanti. L’occasione di un pericolo concreto ha dunque consentito ciò che si sarebbe dovuto fare da tempo.
C’è un islamico che tenta la strage al Gay Pride di Berlino? Subito, per istinto, i giornali titolano “Furgone sulla folla” o “Suv sulla folla”.
Tra i fenomeni più curiosi del tempo in cui viviamo c’è l’approccio schizofrenico della sinistra verso il popolo.
E così adesso il nuovo gioco politico e mediatico (sottile, subliminale, fatto di sottintesi sapienti, di piccole allusioni, oltre che ovviamente di grossolane censure) è quello di farci credere che sia tutto normale.