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Occhio al Regno Unito, se Farage “sostituisce” i conservatori …

10
Giugno 2024
Di Daniele Capezzone

Mentre scrivo queste righe, le urne per le europee sono ancora aperte, e dunque i risultati di quella consultazione non sono conoscibili né commentabili. 

Tanto vale, nell’attesa, dare uno sguardo al di là della Manica, dove le elezioni generali sono ormai in vista (4 luglio). Si profila uno scontato successo dei laburisti di Starmer: e si tratta solo di capire (non è poco) se la sinistra Uk avrà i numeri per un governo autonomo o se dovrà ricorrere a qualche supporto parlamentare esterno (libdem).

Ma la partita politica più interessante è a destra, dove i conservatori di Rishi Sunak rischiano un tracollo di proporzioni epiche. Intendiamoci: dopo tanti anni di governo, andare all’opposizione è naturale. Ma i Tories stanno riuscendo nell’impresa di trasformare una fisiologica sconfitta in una debacle memorabile. 

Nulla di ciò che gli elettori conservatori si attendevano è stato realizzato: tagli di tasse, contrasto all’immigrazione incontrollata, attuazione piena di Brexit. Al contrario, è prevalsa l’idea di una gestione minimalista dei dossier decisivi, nel tentativo di piacere più alle élites londinesi che al grosso dell’elettorato di centrodestra.

Risultato? Non solo una disfatta elettorale, ma la riemersione – a destra dei Tories – della figura di Nigel Farage, che spingerà in alto il suo partito Reform Uk, e lo ha già connotato esattamente nel senso di promettere ciò che i conservatori dovevano fare e non hanno fatto. 

Scrivendo ieri sul Telegraph, Farage ha parlato chiaro: l’opposizione saremo noi (non i Tories), i laburisti governeranno per una sola legislatura, e poi ci candideremo noi come alternativa. Ipotesi troppo ambiziosa, forse velleitaria? Può essere, ma certo Farage ha ragione su una regola politica che si conferma quasi senza eccezioni: ogni volta che un partito conservatore si butta al centro, spunta un’alternativa alla sua destra. La novità interessante (la Gran Bretagna non delude mai) è che in Uk questa alternativa ha connotati pro mercato, anti tasse, razionalmente eurocritici. Faccenda da seguire. 

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