Di Daniele Capezzone | 05 Luglio 2026
Gli impazziti anti-Musk e anti-Thiel sognano un “futuro” con le carrozze a cavallo?
Occorre guardare all’America di domani. Auspicabilmente (ma non è facile purtroppo) a una presidenza di Marco Rubio nel 2028.
Giornalista, già segretario dei Radicali italiani e, successivamente, parlamentare del PdL, di cui è stato anche portavoce. È considerato uno dei più influenti pensatori e opinionisti dell'area liberal-conservatrice italiana. Autore di numerose pubblicazioni, è stato per anni una firma di punta del quotidiano La Verità. Oggi è direttore editoriale di Libero.
Occorre guardare all’America di domani. Auspicabilmente (ma non è facile purtroppo) a una presidenza di Marco Rubio nel 2028.
Dal caso Rutte alle tensioni nella NATO: il vertice del 7 luglio sarà decisivo tra Trump, Meloni, crisi nello Stretto di Hormuz e sicurezza europea.
Bisogna sempre “spacchettare” gli argomenti e svolgere un’analisi fredda. In questo senso, mi pare si possa dire che Donald Trump ha una ragione e tre torti.
Si parla di Roberto Vannacci ha preso un sacco di preferenze (merito suo), ma i voti di lista li hanno portati Salvini e il partito.
Immaginiamo le cose a parti invertite, se cioè ci fosse stata una rete di “medici di destra” sospettati di aver sottovalutato o negato una patologia per costringere un immigrato all’ingresso in una struttura di detenzione.
Il referendum ha illuso il centrosinistra di essere pronto alla vittoria alle elezioni. Ma la verità è che io centrodestra resta in vantaggio.
Il rischio lo vediamo tutti, una specie di lunga e spossante campagna elettorale di durata indefinita (forse 12, forse 16, forse 18 mesi) fino alle politiche.
No, non è stata colpa dell’auto a Modena, ma di chi la guidava con l’obiettivo di realizzare una strage. E invece abbiamo letto titoli lunari: “Auto sulla folla”, come se la vettura si fosse guidata da sola.
C’è qualcosa di pornografico, di perverso, di malato, nell’offerta mediatica che ogni sera ci viene proposta in tv su Garlasco.
“Era già tutto previsto”. No, non si tratta della canzone di Cocciante, ma della chiassata inscenata dalla sinistra sull’ennesima Flotilla.
C’è qualcosa che letteralmente lascia a bocca aperta nell’inazione perfino ostentata dall’Ue e da Ursula von der Leyen.
Un elemento peserà più di altri: chi avrà il controllo dell’agenda mediatica. Chi sarà più abile a stabilire ciò di cui si dovrà parlare.