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A che serve l’UE se non agisce ora?

27
Aprile 2026
Di Daniele Capezzone

C’è qualcosa che letteralmente lascia a bocca aperta nell’inazione perfino ostentata dall’Ue e da Ursula von der Leyen, oppure nella assurda giaculatoria secondo cui – per intervenire – occorrerebbe una recessione conclamata, e infine nell’”impegno” abbastanza ridicolo a “monitorare” la situazione.

Non si tratta di essere eurocritici o euroentusiasti, ma di constatare un’altra volta lo stato di un’Ue ormai irredimibile, che ha perso l’ennesima occasione per giocare un ruolo positivo.

Come in tutte le crisi degli ultimi 17-18 anni (crisi finanziaria, crisi greca, crisi migratoria, Brexit, Covid, crisi in Medio Oriente, crisi russo-ucraina), Bruxelles sa solo rendersi inutile.

Prima ne prenderemo atto, meglio sarà. E non per “uscire” (figurarsi), ma per fare il più possibile per conto nostro, a partire dalle forme di cooperazione volontaria con paesi Ue ed extra Ue. Ma contare su questa Unione e sulle sue regole appare sempre più un esercizio di scarso realismo.