Di Daniele Capezzone | 21 Luglio 2025
Bel capolavoro al contrario aver bloccato il “Salva Milano”
Presi neanche dal “giorno per giorno”, ma dal “minuto per minuto”, seguiamo le vicende di Milano ma perdiamo di vista le puntate precedenti.
Giornalista, già segretario dei Radicali italiani e, successivamente, parlamentare del PdL, di cui è stato anche portavoce. È considerato uno dei più influenti pensatori e opinionisti dell'area liberal-conservatrice italiana. Autore di numerose pubblicazioni, è stato per anni una firma di punta del quotidiano La Verità. Oggi è direttore editoriale di Libero.
Presi neanche dal “giorno per giorno”, ma dal “minuto per minuto”, seguiamo le vicende di Milano ma perdiamo di vista le puntate precedenti.
Da queste parti i dazi non ci piacciono. Ciò detto, ora occorre trattare senza stupide prove di forza. L’Ue è più debole.
È estate, fa caldo, e – puntuale – arriva il dibattito sullo ius scholae, con annesso tentativo di trappolone politico da parte del Pd e dei giornali d’area dem (cioè quasi tutti).
No, non fermatevi all’oggetto apparente della contesa dei giudici, e cioè il tema dello ius soli. Prescindete, anzi, dalla vostra opinione.
Chiunque abbia cuore e testa al posto giusto non può certamente vivere con leggerezza questo tempo. Nessuno sa cosa accadrà nei prossimi giorni, meno che mai nelle prossime settimane e mesi.
L’attacco americano deciso da Donald Trump contro gli impianti nucleari iraniani è un evento enorme. Può auspicabilmente segnare la fine del regime teocratico di Khamenei, e certamente lo disarma dello strumento di offesa più pericoloso che stava preparando. Ma può anche dar vita ad ulteriore instabilità nell’area. Gli ayatollah in ginocchio potrebbero tentare azioni disperate nella regione.
Ecco, pagato il nostro omaggio politicamente corretto all’elogio del pluralismo, resta un auspicio. Comunque la si pensi sulla delicatissima situazione in Medio Oriente, sarebbe auspicabile che ci si risparmiasse il “forza Ayatollah”.
Riandando all’ultima settimana di campagna per il referendum, ho percepito un sovrappiù di incanaglimento, di incattivimento dei toni.
Coalizione extralarge, e in prima linea – come frontwoman- una candidata civica. Lo schema ha funzionato. Il centrodestra non lo sottovaluti.
Non c’è dubbio. Tra due settimane i referendum targati Landini-Schlein saranno salutati da un’ondata astensionistica abbastanza notevole.
Ma perché dovremmo farci coinvolgere da una forma anomala di congresso allargato del Pd a cui stavolta si è dato il nome di “referendum”?
Che dire sui referendum? Non è nostro compito dare consigli alla sinistra italiana, che sa benissimo sbagliare da sola.
Se vi capita di entrare nella “bubble”, nella bolla politico-mediatica di Roma Centro, insomma se prendete un caffè con un esponente politico (a voi la scelta sullo schieramento), dopo quattro-cinque minuti di convenevoli (Trump, il Papa, il meteo, i ponti di primavera) si arriverà dritti a ciò che oggi sta a cuore a diversi onorevoli. Chi per speranza, chi per timore, chi per comprensione di ciò che si muove davvero tra i leader, chi come meno consapevole massa di manovra parlamentare. Sto parlando della eventuale modifica della legge elettorale.