Di Daniele Capezzone | 11 Maggio 2026
Garlasco e la pornografia del sangue in tv
C’è qualcosa di pornografico, di perverso, di malato, nell’offerta mediatica che ogni sera ci viene proposta in tv su Garlasco.
C’è qualcosa di pornografico, di perverso, di malato, nell’offerta mediatica che ogni sera ci viene proposta in tv su Garlasco.
Credo che in questo mondo l’Unione Europea sia un riferimento democratico forte di fronte alle autocrazie che avanzano, ai despoti che pur se eletti democraticamente usano il potere in modo sprezzante rispetto agli interessi collettivi.
“Era già tutto previsto”. No, non si tratta della canzone di Cocciante, ma della chiassata inscenata dalla sinistra sull’ennesima Flotilla.
C’è qualcosa che letteralmente lascia a bocca aperta nell’inazione perfino ostentata dall’Ue e da Ursula von der Leyen.
Un elemento peserà più di altri: chi avrà il controllo dell’agenda mediatica. Chi sarà più abile a stabilire ciò di cui si dovrà parlare.
Finché ogni Stato membro potrà bloccare decisioni cruciali, l’Europa resterà esposta a paralisi e ricatti.
Su tutto, dall’Iran alle elezioni in Ungheria, dalla guerra al tema purtroppo recentemente affossato della riforma della giustizia, tendiamo ad accettare una deriva infantile.
Domenica le elezioni in Ungheria. Non si tratta soltanto di scegliere un governo, ma di misurare la tenuta dell’Europa di fronte a una sfida che è ormai sistemica.
La guerra in Iran rischia di trasformarsi in uno degli shock economici più rilevanti degli ultimi anni, con effetti che vanno ben oltre il Medio Oriente e che toccano direttamente l’economia globale.
Non scherziamo. Non c’è ragione, in questo momento, in questo momento in cui il governo ha accusato un colpo pesante, urne anticipate.
La sicurezza dell’Europa, oggi, non si gioca più soltanto sul terreno militare. Si gioca, sempre di più, sul piano tecnologico, industriale e digitale.
Il voto va sempre rispettato, rappresenta l’espressione più autentica della sovranità popolare e della maturità democratica di un Paese.