Di Giampiero Gramaglia | 20 Gennaio 2023
Davos: il Forum di guerra non porta né la pace né la crescita
Una settimana di chiacchiere; eccellenti, ma chiacchiere. La guerra in Ucraina non fa cambiare pelle al Forum di Davos.
Una settimana di chiacchiere; eccellenti, ma chiacchiere. La guerra in Ucraina non fa cambiare pelle al Forum di Davos.
Il tema caldo tra le istituzioni UE è quello del possibile grande rimescolamento delle alleanze tra le grandi famiglie politiche europee.
Prima “pericolo fascista” poi “eccesso di draghismo”. Gli attacchi dei media italiani al governo Meloni non giovano a nessuno.
Brasile, attacco alla democrazia. Il confronto fra quanto avvenuto a Washington e a Brasilia è inevitabile ma ci sono anche delle differenze.
Nel primo anniversario della sua morte, riaffiora l’attualità del messaggio di David Sassoli: un’Europa che sia faro.
Due questioni agitano l’inizio del 2023: la data delle primarie, la seconda è l’indecisione sull’introduzione del voto on-line.
Una democrazia robusta necessita di una destra e di una sinistra forti.Ma l’opposizione percorre una via tutt’altro che credibile ed efficace.
A febbraio 2013 Ratzinger lascia il pontificato. La notizia della morte del papa emerito segna la fine della convivenza dei due papi.
Abbiamo sostituito la cultura della programmazione con quella dell’emergenza e della memoria corta. Nel 2023 bisogna guardare lontano.
Il 2022 è forse l’anno in cui si può dire addio al XX secolo. Tra i personaggi che hanno lasciato un segno indelebile: Gorbaciov ed Elisabetta II.
Politica e società civile nel 2023 potrebbero non essere contrapposte. L’obiettivo? uscire dal tunnel della negatività e dello sconfittismo.
Il Parlamento europeo, il cuore della democrazia europea, è l’epicentro di una vicenda che ha scosso le coscienze provocando sgomento.