Di Giampiero Gramaglia | 13 Giugno 2026
Musk ruba la scena a Trump, nel giorno – forse – dell’intesa tra Usa e Iran
Nel giorno in cui un’intesa tra Usa e Iran pare davvero vicina, ed è comunque più vicina che mai, Elon Musk ruba un po’ –…
Giampiero Gramaglia inizia l’attività giornalistica a La Provincia Pavese nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla Gazzetta del Popolo di Torino, per cui nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue Cee e Nato per dieci anni. Nel 1989 è a Roma come caporedattore Esteri e, dal ‘90, caporedattore centrale Esteri. Dal 1997 è vicedirettore dell’Ansa, con delega all’informazione da e per l’estero e allo sport. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile del Nord America, con sede a Washington. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 è direttore dell’Ansa. Successivamente, dirige l’Agence Europe a Bruxelles e poi l’edizione italiana di Euractiv, è vice-direttore de La Presse, dirige AffarInternazionali.it, è segretario generale dello European Press Center e presidente di Infocivica. È consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali, lo IAI; collabora con regolarità a media tradizionali e online (Il Fatto Quotidiano, periodici, radio, tv, etc). È membro del consiglio direttivo del Comitato relazioni esterne.
Nel giorno in cui un’intesa tra Usa e Iran pare davvero vicina, ed è comunque più vicina che mai, Elon Musk ruba un po’ –…
Li annichilisco. No, ci faccio la pace. L’ennesimo cambio di rotta, nell’arco della stessa giornata, del presidente Usa Donald Trump sulla guerra all’Iran
“Gli Stati Uniti bombardano l’Iran per la seconda notte consecutiva”: il titolo di Axios fa la sintesi di tutte le aperture dei maggiori media Usa e internazionali questa mattina.
Guerra e pace sul tragico ottovolante del Medio Oriente. La scorsa notte, Usa e Iran si sono scambiati attacchi, pesanti, ma circoscritti, dopo l’abbattimento di un elicottero americano ad opera di un drone iraniano al largo delle coste dell’Oman nello Stretto di Hormuz, che, da cento giorni e più, resta sostanzialmente chiuso alla navigazione.
Dalla tregua alla guerra e ritorno nel giro di 24 ore: il Medio Oriente, che ieri mattina pareva ripiombato nel conflitto aperto tra Iran e Israele, è già tornato ai suoi fragili cessate-il-fuoco.
A furia di tirarla, la corda di spezza. Tra ieri sera e questa notte, l’Iran e Israele si sono scambiati tiri di missili per la prima volta dallo scorso aprile, nell’episodio più grave di rottura d’una tregua che Israele non ha mai rispettato in Libano e che Usa e Iran hanno più volte infranto, specie nelle ultime due settimane, con reciproche ‘punture di spillo’.
Iran e Ucraina mettono Trump in difficoltà. Al Congresso aumentano le defezioni repubblicane e si rafforza il sostegno bipartisan a Kiev.
La Camera di Washington ha approvato una risoluzione che ordina di non condurre più attacchi contro l’Iran e di ritirare le truppe statunitensi dal teatro di guerra
Scontri tra Iran e Stati Uniti nel Golfo Persico, negoziati in stallo e nuove tensioni in Medio Oriente mentre cresce l’incertezza sul fronte diplomatico.
Una telefonata a dir poco tempestosa tra il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
La riconquista del castello di Beaufort in Libano rappresenta una zeppa del governo Netanyahu a un’intesa tra Iran e Usa per riaprire Hormuz.
Gli affari di Trump, le trattative difficili di pace in Iran, le beghe interne. Il consenso vacilla sempre di più.