Di Giampiero Gramaglia | 13 Agosto 2026
Guerre: il Mondo conosce “un’eclisse globale”, i conflitti oscurano la luce della pace
Il punto sui fronti bellici degli USA con tutte le conseguenze propagandistiche ed elettorali che possono verificarsi.
Giampiero Gramaglia inizia l’attività giornalistica a La Provincia Pavese nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla Gazzetta del Popolo di Torino, per cui nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue Cee e Nato per dieci anni. Nel 1989 è a Roma come caporedattore Esteri e, dal ‘90, caporedattore centrale Esteri. Dal 1997 è vicedirettore dell’Ansa, con delega all’informazione da e per l’estero e allo sport. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile del Nord America, con sede a Washington. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 è direttore dell’Ansa. Successivamente, dirige l’Agence Europe a Bruxelles e poi l’edizione italiana di Euractiv, è vice-direttore de La Presse, dirige AffarInternazionali.it, è segretario generale dello European Press Center e presidente di Infocivica. È consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali, lo IAI; collabora con regolarità a media tradizionali e online (Il Fatto Quotidiano, periodici, radio, tv, etc). È membro del consiglio direttivo del Comitato relazioni esterne.
Il punto sui fronti bellici degli USA con tutte le conseguenze propagandistiche ed elettorali che possono verificarsi.
Risultati contraddittori, sia fra i democratici che fra i repubblicani, nell’ennesima ondata di primarie, ieri, negli Stati Uniti, in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre. E intanto il presidente Donald Trump è sulla graticola per la fuga da Ankara.
La ‘fuga da Ankara’ del presidente Usa Donald Trump, dopo il vertice della Nato a inizio luglio, assume contorni rocamboleschi.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu dice no al piano di pace per Gaza del presidente Usa Donald Trump e del Board of Peace, annunciato in fanfara a fine luglio.
Incapace di trovare una via d’uscita dalla guerra che ha scatenato, aggredendo con Israele l’Iran, e dalla guerra che ha ereditato, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il presidente Usa Donald Trump smette di parlarne.
Sembrano essersi perse le tracce degli accordi a più riprese annunciati dal presidente Donald Trump per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz
C’è attesa per l’annuncio di un accordo tra Usa e Iran che, secondo Axios, potrebbe venire già oggi, anche se c’è diffidenza perché in passato analoghe attese sono andate deluse.
L’andamento delle primarie per la selezione dei candidati repubblicani e democratici rende ancora più aleatori i pronostici. Fra i repubblicani, è accaduto più volte che senatori o deputati in carica, che tendono a essere confermati, siano stati battuti da candidati ‘trumpiani’, perché avevano fatto mancare in qualche circostanza il loro appoggio al magnate presidente. L’esito delle primarie ha quindi confermato che Trump ha il partito in mano, ma getta un’ombra sui risultati di novembre, perché i candidati ‘trumpiani’ hanno meno possibilità di conquistare il voto dei moderati, là dove esso sia determinante.
Un week-end sui campi da golf (suoi) del New Jersey porta consiglio a Donald Trump, che cancella – o, almeno, sospende – i piani d’attacco all’Iran e afferma che sono stati “concordati i parametri” d’un accordo con Teheran.
Un nuovo massiccio attacco di Stati Uniti e Israele contro infrastrutture energetiche iraniane è imminente e potrebbe scattare già nel fine settimana: questo il titolo…
Rilievo, ma anche prudenza, se non diffidenza, sui più importanti media Usa per l’annuncio fatto dal presidente Donald Trump di un accordo raggiunto, in seno…
Sul New York Times, una cartina mostra l’intreccio di azioni belliche delle ultime 24 ore, dopo che per cinque giorni le armi avevano taciuto: l’attacco iraniano contro basi americane nella Regione, specie in Giordania.