Di Giampiero Gramaglia | 04 Novembre 2025
Trump mette alla prova la sua forza nei voti locali di New York, New Jersey e Virginia
È il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre e, da tradizione, negli Stati Uniti è giornata elettorale
Giampiero Gramaglia inizia l’attività giornalistica a La Provincia Pavese nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla Gazzetta del Popolo di Torino, per cui nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue Cee e Nato per dieci anni. Nel 1989 è a Roma come caporedattore Esteri e, dal ‘90, caporedattore centrale Esteri. Dal 1997 è vicedirettore dell’Ansa, con delega all’informazione da e per l’estero e allo sport. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile del Nord America, con sede a Washington. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 è direttore dell’Ansa. Successivamente, dirige l’Agence Europe a Bruxelles e poi l’edizione italiana di Euractiv, è vice-direttore de La Presse, dirige AffarInternazionali.it, è segretario generale dello European Press Center e presidente di Infocivica. È consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali, lo IAI; collabora con regolarità a media tradizionali e online (Il Fatto Quotidiano, periodici, radio, tv, etc). È membro del consiglio direttivo del Comitato relazioni esterne.
È il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre e, da tradizione, negli Stati Uniti è giornata elettorale
Menato per il naso da Netanyahu a Gaza e da Putin in Ucraina, Trump prova a guadagnarsi il Nobel per la Pace cui tanto tiene minacciando guerra a destra, la Nigeria, e a manca, il Venezuela.
Trump affronta il secondo mese di shutdown tra disagi per i cittadini e le tensioni internazionali dopo l’incontro con Xi Jinping.
L’attesissimo incontro in Corea del Sud tra il presidente Usa e quello cinese Xi Jinping ha concluso la missione asiatica di Trump.
La pace trumpiana in Medio Oriente, che era una tregua fragile e instabile, collassa in modo drammatico.
Stranamente snobbato dai media Usa, che concentrano la loro attenzione sulla devastante minaccia dell’uragano Melissa, la missione in Asia del presidente Donald Trump prosegue oggi…
Nella guerra dei dazi, scatenata unilateralmente da Washington, Usa e Cina paiono avviarsi verso una ‘tregua armata’.
Donald Trump con un post su Truth, annuncia l’interruzione “immediata” dei negoziati sui dazi con il Canada e al contempo dà il via libera ai negoziati commerciali con la Cina.
Irritato con Vladimir Putin, Donald Trump mette sanzioni alla Russia per la prima volta da quando è tornato alla Casa Bianca.
La confusione è grande sotto il cielo della pace, che in Medio Oriente conserva a stento i colori d’una tregua e in Ucraina mantiene quelli della guerra.
Tregua in altalena e appesa a un filo nella Striscia di Gaza, mentre, sul fronte ucraino, riaffiorano tensioni tra Washington e Kiev che parevano sopite.
Il terzo incontro lì con il presidente Usa Donald Trump è “cordiale”, un sollievo rispetto al primo, ma è inconcludente.