Di Giampiero Gramaglia | 23 Ottobre 2025
Trump vara sanzioni contro la Russia. Ue verso l’ok al ricorso agli assets russi
Irritato con Vladimir Putin, Donald Trump mette sanzioni alla Russia per la prima volta da quando è tornato alla Casa Bianca.
Giampiero Gramaglia inizia l’attività giornalistica a La Provincia Pavese nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla Gazzetta del Popolo di Torino, per cui nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue Cee e Nato per dieci anni. Nel 1989 è a Roma come caporedattore Esteri e, dal ‘90, caporedattore centrale Esteri. Dal 1997 è vicedirettore dell’Ansa, con delega all’informazione da e per l’estero e allo sport. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile del Nord America, con sede a Washington. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 è direttore dell’Ansa. Successivamente, dirige l’Agence Europe a Bruxelles e poi l’edizione italiana di Euractiv, è vice-direttore de La Presse, dirige AffarInternazionali.it, è segretario generale dello European Press Center e presidente di Infocivica. È consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali, lo IAI; collabora con regolarità a media tradizionali e online (Il Fatto Quotidiano, periodici, radio, tv, etc). È membro del consiglio direttivo del Comitato relazioni esterne.
Irritato con Vladimir Putin, Donald Trump mette sanzioni alla Russia per la prima volta da quando è tornato alla Casa Bianca.
La confusione è grande sotto il cielo della pace, che in Medio Oriente conserva a stento i colori d’una tregua e in Ucraina mantiene quelli della guerra.
Tregua in altalena e appesa a un filo nella Striscia di Gaza, mentre, sul fronte ucraino, riaffiorano tensioni tra Washington e Kiev che parevano sopite.
Il terzo incontro lì con il presidente Usa Donald Trump è “cordiale”, un sollievo rispetto al primo, ma è inconcludente.
Il presidente Usa Donald Trump incontrerà il presidente risso Vladimir Putin a Budapest, non si sa
quando, per discutere della fine della guerra in Ucraina.
Israele denuncia lentezze nella restituzione delle salme degli ostaggi deceduti in cattività e Hamas torna a denunciare decine di vittime nella Striscia
Per Donald Trump, è l’ “alba di un nuovo Medio Oriente”. Nell’introdurlo, il premier israeliano Benjamin Netanyahu lo aveva esaltato come “il migliore amico che lo Stato d’Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca”.
È davvero successo: tutti i 20 ostaggi ancora in vita, catturati in Israele il 7 ottobre 2023, sono liberi e sono già giunti in Israele, dove hanno ritrovato le loro famiglie.
Il sì all’accordo del governo del premier Benjamin Netanyahu nonostante l’opposizione delle componenti ultra-religiose della maggioranza di centro-destra.
C’è un’intesa tra Israele e Hamas per la liberazione di tutti gli ostaggi ancora nella Striscia e la scarcerazione di detenuti palestinesi.
Le speranze di pace, o almeno di tregua, affidate ai negoziati da ieri in corso a Sharm-el-sheick s’intrecciano oggi con i ricordi e le commemorazioni del 7 ottobre 2023
Si apre oggi una sessione cruciale della Corte Suprema, che deve esprimere giudizi importanti sui poteri del presidente su tutta una gamma di contenziosi.