Di Gianni Pittella | 23 Marzo 2026
Tra voto politico e polemiche, ora le istituzioni facciano tesoro
Il voto va sempre rispettato, rappresenta l’espressione più autentica della sovranità popolare e della maturità democratica di un Paese.
Il voto va sempre rispettato, rappresenta l’espressione più autentica della sovranità popolare e della maturità democratica di un Paese.
Mentre scrivo, è la tarda mattinata di domenica: urne aperte, incertezza sull’esito del referendum, tensione politica alta.
Cordoglio per Paolo Cirino Pomicino, figura chiave della politica italiana e attento sostenitore del Mezzogiorno.
Nel 2003 l’amministrazione Bush decise l’invasione dell’Iraq per rovesciare Hussein. La guerra aprì una stagione lunga e destabilizzante.
Sarà altamente rivelatore il risultato del referendum del prossimo weekend, e non solo per l’enorme importanza della consultazione.
Cosa si richiederebbe a un analista, a un commentatore, a maggior ragione davanti a uno scenario internazionale così denso di incognite?
Opportuno non sbagliare il quadrante geopolitico di riferimento: occorre stare con Washington, e non in compagnia di Mosca-Pechino-Teheran.
Nelle ultime settimane l’Unione Europea sembra aver preso coscienza delle sfide cruciali che le aspettano nei prossimi anni.
Va bene: questa sarà la settimana di Sanremo, dopo di che scatterà la volata finale, senza tregua e senza respiro, fino al voto referendario.
A sinistra (senza differenze tra Pd e altre forze) i sostenitori del Sì sono ridotti a dissidenti perfino irrisi dalla comunicazione di partito.
C’è ancora chi fa finta di non capire, davanti alle violenze e ai sabotaggi degli antagonisti contro le Olimpiadi e le forze dell’ordine.
Inutile girarci intorno, la sinistra esce con le ossa rotte – politicamente e moralmente – dall’orribile pomeriggio di sabato a Torino.