Di Daniele Capezzone | 20 Luglio 2026
La sinistra e il popolo
Tra i fenomeni più curiosi del tempo in cui viviamo c’è l’approccio schizofrenico della sinistra verso il popolo.
Tra i fenomeni più curiosi del tempo in cui viviamo c’è l’approccio schizofrenico della sinistra verso il popolo.
E così adesso il nuovo gioco politico e mediatico (sottile, subliminale, fatto di sottintesi sapienti, di piccole allusioni, oltre che ovviamente di grossolane censure) è quello di farci credere che sia tutto normale.
La condanna di Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi europei chiude una vicenda giudiziaria ma ne apre una politica molto più rilevante.
Ogni grande rivoluzione tecnologica porta con sé una domanda inevitabile: chi raccoglierà i frutti del progresso?
Occorre guardare all’America di domani. Auspicabilmente (ma non è facile purtroppo) a una presidenza di Marco Rubio nel 2028.
Dal caso Rutte alle tensioni nella NATO: il vertice del 7 luglio sarà decisivo tra Trump, Meloni, crisi nello Stretto di Hormuz e sicurezza europea.
La battaglia che si è aperta sul bilancio europeo 2028-2034 rischia di diventare una guerra civile tra Stati membri. Ma il punto vero è un altro: è una guerra al ribasso.
Si parla di Roberto Vannacci ha preso un sacco di preferenze (merito suo), ma i voti di lista li hanno portati Salvini e il partito.
Tra poche settimane l’Europa ricorderà la strage di Utøya, una delle ferite più profonde inferte alla coscienza democratica del nostro continente.
Immaginiamo le cose a parti invertite, se cioè ci fosse stata una rete di “medici di destra” sospettati di aver sottovalutato o negato una patologia per costringere un immigrato all’ingresso in una struttura di detenzione.
La competizione spaziale del XXI secolo ha ormai superato la logica del prestigio ideologico che aveva caratterizzato la corsa allo spazio durante la Guerra Fredda.
Il referendum ha illuso il centrosinistra di essere pronto alla vittoria alle elezioni. Ma la verità è che io centrodestra resta in vantaggio.