Di Paolo Bozzacchi | 08 Maggio 2026
Un anno di Leone XIV: il papato del silenzio che urla a gran voce
Tempi duri, complicati. Che non hanno impedito a Leone XIV nel suo primo anno di pontificato di seguire con forza e determinazione il suo primo…
Giornalista professionista con esperienze in Tv, Radio, carta stampata e online. Autore televisivo e conduttore radiofonico per diversi programmi di taglio economico, storico e d’intrattenimento per Rai2, Rai3, Radio1, GRParlamento e La7, ha diretto per cinque anni Enel Tv ed Enel Radio.
Tempi duri, complicati. Che non hanno impedito a Leone XIV nel suo primo anno di pontificato di seguire con forza e determinazione il suo primo…
C’è un momento, in Falstaff – L’arte di farla franca, in cui la risata si spezza appena. Non scompare, non arretra: si incrina.
L’uscita degli Emirati rompe un equilibrio di anni, indebolisce la governance petrolifera fondata sul coordinamento tra produttori.
C’è un’Italia che non compare nelle narrazioni più immediate dell’innovazione, ma che continua a sostenere una parte rilevante della produzione reale.
L’Italia e i conti pubblici: Il rapporto Deficit/Pil del nostro Paese non è il peggiore d’Europa: la nuova Grecia è la Francia.
Prima di Capodanno 2026 era quasi tutto già scritto. Il mercato aveva già iniziato a chiedersi quanto grande sarebbe stato. La risposta, oggi, è evidente.
L’Italia senz’acqua si sta aggravando. E le siccità locali sono malattie molto diverse che meritano cure personalizzate.
Nel grande teatro dei mercati energetici globali, la guerra in Medio Oriente non ha solo riaperto le rotte del rischio.
Software, AI e piattaforme digitali trainano un ecosistema da oltre 15 miliardi, ma la sfida ora è trasformarli in crescita.
Crescita dell’export, varietà dei prodotti e alta formazione gli asset su cui puntare. Tra energia, mercati e innovazione.
C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra governare i conti pubblici e subirli (almeno in parte). Restare un altro anno nella procedura europea per deficit eccessivo colloca l’Italia esattamente in quella zona grigia dove la politica economica smette di essere pienamente autonoma e diventa, invece, un esercizio di equilibrio sotto osservazione.
A Milano il Salone del Mobile racconta forza, export e innovazione della filiera italiana del design e dell’arredo.