Di Daniele Capezzone | 12 Maggio 2025
Referendum per rendere la sinistra strutturalmente minoritaria?
Che dire sui referendum? Non è nostro compito dare consigli alla sinistra italiana, che sa benissimo sbagliare da sola.
Che dire sui referendum? Non è nostro compito dare consigli alla sinistra italiana, che sa benissimo sbagliare da sola.
Se vi capita di entrare nella “bubble”, nella bolla politico-mediatica di Roma Centro, insomma se prendete un caffè con un esponente politico (a voi la scelta sullo schieramento), dopo quattro-cinque minuti di convenevoli (Trump, il Papa, il meteo, i ponti di primavera) si arriverà dritti a ciò che oggi sta a cuore a diversi onorevoli. Chi per speranza, chi per timore, chi per comprensione di ciò che si muove davvero tra i leader, chi come meno consapevole massa di manovra parlamentare. Sto parlando della eventuale modifica della legge elettorale.
Questo Primo Maggio cade a pochi giorni dalla morte di un Papa che ha dimostrato grande sensibilità verso i temi del lavoro.
La verità vera è che ad alcuni fa gioco che il tema migranti non sia risolto e funga da leva elettorale per mietere consenso.
Certificata una condizione politicamente gregaria del Pd rispetto ai Cinquestelle, nonostante il noto assetto del consenso elettorale
Le opposizioni in ultima analisi non sembrano dotate di ciò che servirebbe per entrare in partita. Sono divise, disarticolate.
Scrissi che l’attuale legislatura non ha granché da dire. Da allora a oggi, la sensazione non è cambiata. Di Daniele Capezzone.
Dalla telefonata tra Trump e Putin all’arresto del sindaco di Istanbul, fino alla repressione dei diritti in Ungheria: un’analisi sulla sfida tra democrazia e autocrazia.
Davanti a questo brusco voltapagina servirebbero sangue freddo, pragmatismo, adattabilità, flessibilità, spirito negoziale.
Sui grandi temi la politica rischia l’autoreferenzialità, senza capire le paure della gente. Un esempio su tutti è il dibattito sulla guerra.
Si può essere pro Trump o anti Trump: ma varrebbe la pena di non negare la realtà. Rifiutarsi di accettarlo come interlocutore a cosa serve?
L’Ucraina al centro degli incontri nello Studio Ovale di Donald Trump ieri con Keir Starmer e oggi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.