Di Ettore Maria Colombo | 01 Ottobre 2022
La Meloni è molto preoccupata ma il problema non è Salvini e nemmeno il toto-ministri
La Meloni è molto preoccupata, ma il problema non è Salvini e nemmeno il toto-ministri. Le priorità sono altre.
La Meloni è molto preoccupata, ma il problema non è Salvini e nemmeno il toto-ministri. Le priorità sono altre.
La lotta di successione, dentro il Pd, è iniziata. La De Micheli si lancia, Ricci pure, Nardella forse. Bonaccini e la Schlein ancora no.
I media internazionali dicono che il voto dell’Italia è visto come una svolta, ma un tratto comune è la diffidenza verso il nuovo governo.
Il Pd ha straperso le elezioni. Letta lascia. Si infittisce la corsa per il congresso anticipato: Bonaccini, Schlein e Ricci.
Sappiamo che le questioni di “politics” avranno un peso forte, ma suggeriremmo di privilegiare le priorità del paese.
Mario Draghi invita all’unità e alla fermezza nei confronti di Mosca. Il vertice di Samarcanda fallisce e Putin richiama i riservisti.
Nella volata finale del centrodestra stupisce la sparizione della discussione relativa al reddito di cittadinanza. La polemica è più cauta.
La legislatura è ufficialmente finita, ecco come i parlamentari hanno vissuto l’ultimo giorno di scuola. Ed ecco cosa ricorderemo.
La guerra in Ucraina è forse a una svolta. Il rischio è che non si vada verso la pace, ma verso un allargamento del conflitto.
Bonaccini, sindaci e l’uomo del Sud, Amendola. Per il dopo Letta si sta muovendo il Pd, già al lavoro per una nuova fase.
La regina Elisabetta ci ha dato un esempio di come anche un sovrano può e deve saper dire una parola in meno.
Il Pd ha già archiviato le elezioni, la sconfitta è annunciata. E al Nazareno già si pensa al congresso e ai possibili successori di Letta.