Di Gianni Pittella | 13 Maggio 2026
L’Unione Europea dopo Orban
La sconfitta di Orban sta aiutando la Unione Europea a muoversi con più coraggio e senza il cappio del potere di veto.
Laureato in Medicina e Chirurgia, è un autorevole esperto di politiche europee ed enti locali, riconosciuto a livello internazionale. Già Presidente e Vicepresidente del Parlamento europeo, è stato anche deputato in Italia e, più recentemente, senatore. Oggi è Sindaco del suo paese natale Lauria, in provincia di Potenza. Ha alle spalle un'intensa attività editoriale, con pubblicazione di articoli e saggi.
La sconfitta di Orban sta aiutando la Unione Europea a muoversi con più coraggio e senza il cappio del potere di veto.
Credo che in questo mondo l’Unione Europea sia un riferimento democratico forte di fronte alle autocrazie che avanzano, ai despoti che pur se eletti democraticamente usano il potere in modo sprezzante rispetto agli interessi collettivi.
Cosa serve fare per iniziare davvero il processo di costruzione di una difesa europea, un obiettivo ormai non più rinviabile.
Finché ogni Stato membro potrà bloccare decisioni cruciali, l’Europa resterà esposta a paralisi e ricatti.
Domenica le elezioni in Ungheria. Non si tratta soltanto di scegliere un governo, ma di misurare la tenuta dell’Europa di fronte a una sfida che è ormai sistemica.
La guerra in Iran rischia di trasformarsi in uno degli shock economici più rilevanti degli ultimi anni, con effetti che vanno ben oltre il Medio Oriente e che toccano direttamente l’economia globale.
Senza principi, l’Europa perde la sua anima; senza partnership, perde il suo raggio d’azione; senza potenza, perde la sua voce.
La sicurezza dell’Europa, oggi, non si gioca più soltanto sul terreno militare. Si gioca, sempre di più, sul piano tecnologico, industriale e digitale.
Il voto va sempre rispettato, rappresenta l’espressione più autentica della sovranità popolare e della maturità democratica di un Paese.
Cordoglio per Paolo Cirino Pomicino, figura chiave della politica italiana e attento sostenitore del Mezzogiorno.
In questi giorni Peter Thiel si trova a Roma per una serie di incontri riservati dedicati a un tema sorprendente per un imprenditore.
Nel 2003 l’amministrazione Bush decise l’invasione dell’Iraq per rovesciare Hussein. La guerra aprì una stagione lunga e destabilizzante.