Di Giampiero Gramaglia | 02 Ottobre 2025
Guerra ibrida: l’Ue balbetta sulle risposte alla Russia e l’aiuto all’Ucraina
Nonostante il moltiplicarsi delle provocazioni ibride russe, i leader europei faticano a trovare intese sulla difesa.
Giampiero Gramaglia inizia l’attività giornalistica a La Provincia Pavese nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla Gazzetta del Popolo di Torino, per cui nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue Cee e Nato per dieci anni. Nel 1989 è a Roma come caporedattore Esteri e, dal ‘90, caporedattore centrale Esteri. Dal 1997 è vicedirettore dell’Ansa, con delega all’informazione da e per l’estero e allo sport. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile del Nord America, con sede a Washington. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 è direttore dell’Ansa. Successivamente, dirige l’Agence Europe a Bruxelles e poi l’edizione italiana di Euractiv, è vice-direttore de La Presse, dirige AffarInternazionali.it, è segretario generale dello European Press Center e presidente di Infocivica. È consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali, lo IAI; collabora con regolarità a media tradizionali e online (Il Fatto Quotidiano, periodici, radio, tv, etc). È membro del consiglio direttivo del Comitato relazioni esterne.
Nonostante il moltiplicarsi delle provocazioni ibride russe, i leader europei faticano a trovare intese sulla difesa.
‘Shutdown’, letteralmente la serrata, cioè la parziale chiusura dei servizi pubblici dell’Amministrazione federale, dopo che il Congresso non ha trovato un’intesa per garantire il finanziamento della spesa pubblica.
“Trump and Netanyahu hanno concordato un piano per finire la guerra a Gaza e si aspettano che Hamas ne accetti le condizioni”: il titolo della Ap sintetizza l’atteggiamento di prudenza, della stampa Usa.
“Abbiamo un’enorme opportunità di grandezza in Medio Oriente. Ci riusciremo!!!”. Lo scrive, in modo un po’ criptico Donald Trump sul suo social Truth, prima dell’incontro di oggi con Benjamin Netanyahu.
All’Onu Netanyahu accusa l’Occidente di cedere ad Hamas tra abbandoni in aula. Intanto Trump porta avanti la caccia ai suoi nemici politici.
L’incriminazione e il rinvio a giudizio, da parte di un grand jury, di James Comey, l’ex direttore dell’Fbi, conquista le prime pagine.
Gli sviluppi del conflitto in Ucraina, con l’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo l’inversione di rotta compiuta martedì dal presidente Usa Donald Trump, segnano…
Cambio di rotta a 180 gradi sull’Ucraina e un “tortuoso discorso” all’Assemblea generale dell’Onu – la definizione è del New York Times -, un panegirico di se stesso e un anatema contro l’Europa.
“Un martire” che lascia un segno nel futuro del Partito repubblicano e del movimento Maga: così, Donald Trump e i suoi sodali politici e religiosi hanno dato ieri l’ultimo addio a Charlie Kirk.
Negli Stati Uniti, la politica economica sembra ormai passare più dalle aule di tribunale che dalla Casa Bianca. Il secondo mandato di Donald Trump – o “Trump 2” – è segnato da decisioni sospese, contestazioni legali e un crescente ruolo della Corte Suprema.
I timori per la libertà di parola e il rischio di un’ondata di censura negli Stati Uniti, già paragonata alla frenesia maccartista dei primi Anni Cinquanta, caratterizzano l’informazione statunitense, questa mattina.
La notizia che fa da minimo comune denominatore dell’informazione statunitense questa mattina è la riduzione del tasso di sconto decisa ieri dalla Federal Reserve, la banca centrale Usa.