Di Daniele Capezzone | 25 Dicembre 2023
Pensare al 10 giugno, non solo al 9
Non varrebbe già la pena di pensare con saggezza al giorno dopo, al 10 giugno, a cosa ciascuno vorrà-potrà-dovrà fare dopo?
Non varrebbe già la pena di pensare con saggezza al giorno dopo, al 10 giugno, a cosa ciascuno vorrà-potrà-dovrà fare dopo?
La sintesi politica della settimana: una fine anno all’insegna dell’economia e dei conti in sospeso dell’Italia.
La Camera non ha ratificato il nuovo Mes. La faccenda non è solo politica ma ha implicazioni finanziarie, legate anche al Patto di Stabilità.
Il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti ha riferito in commissione Affari costituzionali sullo stato di avanzamento del Pnrr.
Indicati in Consiglio dei Ministri, il giurista Gabriele Fava e l’economista Fabrizio D’Ascenzo guideranno rispettivamente l’Inps e l’Inail.
Cosa ci aspetta nel futuro europeo e mondiale. Gli equilibri cambiano, l’analisi su come affrontare la nuova stagione politica.
Un Consiglio europeo interlocutorio da cui ci si aspettava molto riguardo economia e difesa. Le crisi sembrano acuire le distanze.
Imu: rimettere mano alla tassa sulla proprietà immobiliare significherebbe dare un respiro e una prospettiva alla politica fiscale italiana.
Continua la kermesse di Fratelli d’Itali a Roma. Lo spirito militante non c’è più. Adesso l’abito è quello da primo partito.
Per il Superbonus lo Stato non vuole più spendere miliardi, ma se non si trova una quadra il prezzo più caro è per i cittadini coinvolti.
La ratifica dell’accordo tra Italia e Albania sui migranti dovrà attendere. Tajani non teme ma la sorte dipenderà dalla Corte di Tirana.
Non facciamo le mammolette: in una democrazia confronti e scontri non solo sono fisiologici ma sono l’essenza della fisiologia democratica.