Di Ettore Maria Colombo | 18 Luglio 2022
La crisi di governo porta male. I 5Stelle rischiano la sindrome Fini e Bertinotti
Chi la fa, l’aspetti. far cadere il governo non ha portato bene ai casi illustri: da Fini Bertinotti, fino a Salvini.
Chi la fa, l’aspetti. far cadere il governo non ha portato bene ai casi illustri: da Fini Bertinotti, fino a Salvini.
Le istituzioni cercano di evitare la soluzione più lineare della crisi politica: lo scioglimento delle Camere e il ricorso alle urne.
A tre giorni dal discorso di Draghi alle Camere, il Doomsday, si apre qualche spiraglio per la prosecuzione del governo. I tre scenari.
La crisi viene parlamentarizzata: mercoledì Draghi riferirà alle Camere per capire se la maggioranza sostiene ancora il Governo.
Il ‘giorno del giudizio’ è più vicino. Draghi non intende cedere, i partiti fanno solo confusione. O scatta il ‘vincolo esterno’ oppure si va a votare. Mattarella pronto a sciogliere le Camere subito.
La rottura in Senato con i grillini ha convinto Draghi a rassegnare le dimissioni. Ora serve la destrezza istituzionali di Mattarella.
“Ricordati che devi cadere”, il mantra che ha accompagnato la storia delle crisi di governo nell’Italia repubblicana.
La crisi di governo potrebbe ufficialmente aprirsi giovedì con il voto al Senato. Ma nel paese reale la legislatura sembra già finita.
L’incontro di Draghi con i rappresentanti dei sindacati. Atteso un decreto entro luglio. Le emergenze non frenano, il caro vita allarma.
Ieri sera Draghi è salito al Colle da Mattarella per un confronto sugli equilibri. Maggioranza in crisi ma gli impegni presi sono cogenti.
La Camera approva il Dl Aiuti tra molte critiche. Il M5S non partecipa al voto. Palla al Senato per il sì definitivo. Chiesti più sforzi.
Il governo attendista, ma intanto i costi della vita salgono. Settembre presenterà il conto. Draghi sia saggio e non faccia il “cunctator”.