Di Paolo Bozzacchi | 13 Marzo 2026
Vince chi resta calmo
Tra tensioni in Medio Oriente e petrolio a 100 dollari, mercati e governi puntano sulla calma per evitare una nuova ondata di instabilità globale.
Giornalista professionista con esperienze in Tv, Radio, carta stampata e online. Autore televisivo e conduttore radiofonico per diversi programmi di taglio economico, storico e d’intrattenimento per Rai2, Rai3, Radio1, GRParlamento e La7, ha diretto per cinque anni Enel Tv ed Enel Radio.
Tra tensioni in Medio Oriente e petrolio a 100 dollari, mercati e governi puntano sulla calma per evitare una nuova ondata di instabilità globale.
L’autonomia energetica è un sogno realizzabile. E il settore energia made in Italy punta a fare squadra seriamente, accompagnato dal governo.
Lo ha sottolineato il Vicepremier Antonio Tajani: «Le crisi servono sempre per cambiare, per saper dimostrare di essere reattivi. Noi lo abbiamo dimostrato: di fronte ai dazi abbiamo aumentato le esportazioni»
Il settore dei settori. Il nostro export vale il 40% del Pil dell’Italia. Nel 2025 è tornato a correre, sfiorando quota 650 miliardi di euro.
Gaza resta una tragedia umanitaria. Ma è anche un dossier industriale e finanziario di scala rara, con un problema preliminare che vale più di qualsiasi rendering.
Un racconto ironico del Festival che gioca con i 30 titoli in gara tra gag, backstage immaginari e battute surreali.
La reputazione si conferma una variabile strategica, non accessoria. È quanto emerge dalla seconda rilevazione del Reputation Index.
Con Milano-Cortina 2026 l’Italia non ha soltanto organizzato un grande evento sportivo: ha offerto al mondo una dimostrazione concreta di capacità industriale, visione strategica e valorizzazione dei territori.
Il Board of Peace for Gaza inaugura una cooperazione rafforzata a guida Usa nel Mediterraneo, tra sicurezza, rotte energetiche e nuove ambizioni strategiche italiane.
Nei primi 10 mesi del 2025 l’export made in Italy è cresciuto del 3,5%. Un segnale di vitalità in uno scenario internazionale instabile.
Trump impone i dazi a molti Paesi “in the US name”, ma a pagare il conto sono le imprese e i cittadini degli Stati Uniti.
L’economia russa dall’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022 ad oggi non è affatto crollata: negli ultimi 4 anni, ha saputo organizzarsi per sostenere la crescita e non far aumentare il livello di disoccupazione.