Politica

Nomine di stato, giorni decisivi. Cosa succede in Mps, Leonardo, Poste ed Enav

21
Marzo 2023
Di Alessandro Caruso

È il tema del momento: il giro di nomine. Il puzzle si va componendo e alcune tracce circolano anche tra le colonne dei giornali in questi giorni. Parliamo di circa 600 ruoli in scadenza, alla guida delle principali aziende partecipate di stato, che andranno confermati o rimpiazzati nei prossimi mesi.

Tra le poche certezze c’è la riconferma di Claudio Descalzi, saldamente alla guida di Eni come amministratore delegato. Quello che è meno certo è il nome del futuro presidente della società, che dovrà sostituire Lucia Calvosa. Una carica per cui sembrava accreditato Paolo Scaroni, già amministratore delegato proprio di Eni e attuale presidente del Milan, ma da quanto risulta a The Watcher Post il suo ritorno sarebbe troppo “ingombrante” per Descalzi. Il suo destino – concordato direttamente tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni – sembra essere la presidenza di Enel, società della quale Scaroni è stato già amministratore delegato e di cui il nuovo AD, al posto di Francesco Starace, dato per certo in uscita, potrebbe essere Stefano Donnarumma, attualmente alla guida di Terna, dove è stato nominato dal governo Conte II per volontà di Luigi Di Maio.

Tra le nomine delle altre “major”, in Poste sembra certa la riconferma di Matteo Del Fante, per accordo tra Renzi e Meloni, mentre il posto di presidente si sarebbe liberato per Igor De Biasio, manager leghista vicino a Matteo Salvini, attualmente membro del cda Rai.

In Leonardo le acque si stanno calmando dopo lo scontro frontale tra i due titani di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni e Guido Crosetto. La prima che vuole come ad Roberto Cingolani e il ministro della Difesa che sponsorizzava Lorenzo Mariani, attuale ad della società missilistica Mbda. La pace adesso sembra fatta, come ha confermato anche il recente tweet di Crosetto (“Mai avuto frizioni con Giorgia Meloni sui vertici di Leonardo”). Per il ruolo era stata sondata anche una terza ipotesi, che ora sembra tramontata, quella di Lucia Morselli, attuale amministratore delegato di Acciaierie d’Italia, che già nel 1995 ricopriva nella vecchia Finmeccanica il ruolo di direttore finanziario della divisione aerei. L’unica certezza riguarda l’addìo di Alessandro Profumo, che sta però cercando la sponda del commissario europeo, nonché suo amico, Paolo Gentiloni, e soprattutto del Quirinale per la sua riconferma.

Il timing delle nomine, per quanto riguarda soprattutto le società quotate, è dettato dalla convocazione delle assemblee degli azionisti, per cui le liste dei consigli di amministrazione devono essere depositate entro i 25 giorni precedenti la convocazione. La prima assemblea a essere stata convocata è quella del Monte Paschi di Siena, il 20 aprile, quindi la scadenza per la presentazione delle liste è il 26 marzo. In considerazione della scadenza imminente, sembra che il consiglio di amministrazione della banca più antica del mondo, controllata dal Mef, sia l’unico su cui il governo avrebbe trovato l’accordo. Come è stato riportato anche da L’Espresso, e come risulta anche a The Watcher Post, “alla sua guida, con il ruolo di presidente, ci sarà Nicola Maione, attuale consigliere di amministrazione e capo del comitato nomine, che verrebbe riconfermato per la terza volta in consiglio. Insieme a Maione sembra certa anche la riconferma per l’attuale amministratore delegato, Luigi Lovaglio“. Si tratta di una tesi molto accreditata, anche per dare continuità alla delicata azione di risanamento della banca, in particolare alla luce delle recenti crisi bancarie internazionali e dopo l’uscita dall’azionariato di Axa.

Vista l’incertezza che ancora aleggia sui cda delle altre società di stato sembra che il governo procederà in un secondo momento alla composizione delle altre liste.

L’assemblea successiva è quella dell’Enav, fissata il 28 aprile, e quindi il termine per l’indicazione del governo scadrà il 3 aprile. Il nome più accreditato per guidare la società che controlla lo spazio aereo italiano è quello di Pasqualino Monti, attuale presidente dell’Autorità portuale di Palermo. Per la presidenza c’è chi vorrebbe confermare Francesca Isgrò, che tuttavia essendo stata nominata nell’attuale incarico dal Governo Conte II, in quota dell’allora Ministro Dario Franceschini, forte dell’amicizia con il senatore franceschiniano Alberto Losacco, avrebbe fatto storcere il naso al presidente del Consiglio che non ha bisogno di pescare nelle liste del Pd per trovare una donna in grado di ricoprire l’incarico. La Meloni, infatti, ha dato un’indicazione chiara sulle nomine: vuole almeno una donna alla guida di una società di Stato quotata in borsa. E tra i nomi ideali ci sarebbe proprio l’ex amministratore delegato di Enav, Roberta Neri, a cui si deve la quotazione in borsa della società, per la quale Meloni starebbe pensando al ruolo di amministratore delegato di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale.