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Iran: Trump all’Onu, o facciamo l’accordo o lo annichilisco; vede Zelensky, aspetta Xi
Di Giampiero Gramaglia
O fare un accordo con l’Iran o “annichilirlo”: dalla tribuna dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Donald Trump presenta l’alternativa come ineluttabile. O l’una o l’altra, non c’è via di mezzo. Per le Monde, è tutta una pantomima: Trump ha già deciso di trovare un’intesa, ma non lo farà prima delle elezioni di midterm del 3 novembre, perché mpm vuole dare un’impressione di debolezza.
Il discorso del magnate presidente è un inno alla sua politica estera muscolare, oltre che una successione di affermazioni che vanno dall’impreciso al falso: nel suo fact checking, il New York Times scrive che quanto detto da Trump sulle riserve di petrolio, il traffico di droga e gli sforzi di pace – solo per citare alcuni dei temi – “conteneva falsità o esagerazioni”.
Nella giornata del suo intervento, Trump ha avuto incontri, fra gli altri, con i presidenti ucraino Volodymyr Zelensky e francese Emmanuel Macron; ed è imminente l’incontro con il presidente cinese Xi Jinping. Sempre ieri, Stati Uniti e Iran hanno condotto tre ore di negoziati indiretti, con la mediazione del Qatar, ma si ignora se e quali progressi siano stati fatti.
Dopo il colloquio con Trump, il Wall Street Journal ha intervistato l’ucraino Zelensky, che chiede agli Usa un pacchetto d’armamenti per l’inverno e se ne aspetta una spinta per il cessate-il-fuoco energetico tra Kiev e Mosca: non crede che il presidente russo Vladimir Putin ridurrà i suoi attacchi senza pressioni da Washington.
Trump, ieri, ha anche firmato un accordo per rafforzare la presenza militare statunitense in Groenlandia. L Washington Post osserva che l’intesa, sottoscritta da Usa, Danimarca e Groenlandia, “resta molto al di sotto” di quanto il magnate presidente aveva indicato come sue obiettivo, l’acquisizione del controllo sulla Groenlandia.
Il discorso e le attività di Trump ieri all’Onu sono l’apertura di quasi tutti i principali media Usa questa mattina: chi ha titoli fattuali e chi punta più sull’analisi del tono e dell’atteggiamento del magnate presidente. Un po’ a sorpresa, Fox News fa il titolo sull’assenza della premier italiana Giorgia Meloni, che rompe – afferma la tv ‘all news’ – una striscia di 15 anni di presenze consecutive d’un premier italiano alla settimana clou dell’Assemblea generale, compresa la presenza virtuale all’edizione 2020 condizionata dal Covid.
Il titolo in home page della Fox recita: “Meloni rompe una serie di 15 presenze consecutive … Le tensioni con Trump gettano un’ombra sull’evento internazionale, pochi mesi dopo un aspro scontro con il presidente Usa… L’assenza della premier significa che i due leader eviteranno d’incontrarsi questa settimana…”.
Il dato che il premier italiano di turno sia sempre stato presente all’Assemblea generale dell’Onu da 15 anni in qua è attribuito dalla Fox News a un’agenzia di stampa, l’Associated Medias. E’ vero che, da quando è in carica, Meloni non aveva mai mancato l’appuntamento. Sempre per la Fox, la premier ha spiegato la sua assenza con un’agenda di lavoro sovraccarica in Italia, dopo essere stata a sei vertici internazionali in meno d’un mese.
Nel presentare l’imminente incontro tra Trump e Xi, la Cnn scrive che il cinese “arriva negli Usa fiducioso che il futuro appartenga alla Cina… Molto è cambiato dalla sua ultima visita negli Stati Uniti, una decina d’anni fa” – era l’aprile del 2017, all’inizio, cioè, del primo mandato del presidente Trump -, “essenzialmente a suo favore…”.
Per il New York Times, nel discorso di Trump “la guerra ha prevalso ulla diplomazia” e anche sulle considerazioni di politica interna: il presidente ha esplicitamente detto che le considerazioni di politica interna non lo devieranno dai suoi obiettivi in Iran.
Per il Washington Post, Trump, all’Onu, ha sciorinato “una visione del potere americano in cui il vincitore prende tutto… Il suo discorso è stato un rifiuto dei principi fondanti delle Nazioni Unite2, che infatti il presidente Usa ha aspramente criticato. Il giornale hli contrappone al discorso del premier canadese Mark Carney, che ha presentato un piano per rimettere insieme i pezzi di un mondo diviso.
Per il Wall Street Journal, Trump ha anteposto la propria linea e il proprio messaggio alle elezioni di midterm: “Il presidente considera la sua politica estera muscolare un aspetto fondamentale della sua legacy, anche se ciò complica le prospettive repubblicane nelle prossime elezioni”. Politico e Axios, infatti, sottolineano prese di distanza insolite dal presidente da parte di candidati repubblicani.
Le Monde parla di un discorso “autocelebrativo della impopolare avventura militare in Iran”, oltre che fitto di giudizi negativi su altri Paesi. La delegazione di Cuba ha lasciato l’emiciclo della plenaria, quando Trump ha sfoderato toni minacciosi verso il regime dell’Avana.
All’81° sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, proseguono, in settimana, i discorsi dei leader. Sono attesi, fra gli altri, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro degli Esteri russo Serguiei Lavrov. Per l’Italia, parlerà il ministro degli Esteri Antonio Tajani.





