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Iran: firma dell’accordo con gli Usa venerdì, oggi Trump al G7 dopo festa per gli 80 anni

15
Giugno 2026
Di Giampiero Gramaglia

Festa di compleanno con in regalo un torneo di arti marziali miste alla Casa Bianca, ma senza la ciliegina sulla torta della firma dell’accordo con l’Iran. E’ solo un rinvio, fino a venerdì, se il premier israeliano Benjamin Netanyahu non manda all’aria tutto con qualche nuovo attacco destabilizzante: l’intesa tra Washington e Teheran, che ripristina la situazione del 28 febbraio, cioè prima dell’aggressione israelo-americana all’Iran, sarà firmata venerdì a Ginevra.

Così, quando oggi Trump incontrerà a Evian in Francia gli altri leader dei Sette Grandi, tutti gli faranno, oltre agli auguri per i suoi 80 anni, i complimenti per avere – quasi – concluso una guerra che non avrebbe mai dovuto cominciare e di cui tutti noi continueremo a subire per mesi le conseguenze economiche. Senza contare le migliaia di persone inutilmente uccise.

Nella notte appena trascorsa, mentre Trump festeggiava i suoi 80 anni con i suoi lottatori, Russia e Ucraina si sono scambiati attacchi e su Kiev si è abbattuto uno dei peggiori raid dall’inizio del conflitto, oltre quattro anni or sono, con diversi morti. Se ne parlerà al Vertice del G7, dove, domani, ci sarà anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Iran: ultime concitate battute prima dell’annuncio ‘accordo fatto’
Dopo avere più volte ripetuto che l’intesa sarebbe stata suggellata a distanza, in coincidenza con il suo compleanno, come se il regime di Teheran ci tenesse a fargli un regalo, Trump, prima che iniziasse il torneo di arti marziali miste da lui voluto, ha scritto sul suo social Truth che l’accordo per cessare i combattimenti, di fatto già sospesi da oltre due mesi, salvo qualche limitata scaramuccia, segnerà la riapertura alla navigazione dello Stretto di Hormuz e la fine del blocco imposto dalla US Navy ai porti iraniani. E il Pakistan, mediatore dell’intesa, ha precisato che la firma avverrà venerdì a Ginevra.

Dall’Iran non è ancora giunta conferma ufficiale, ma la tv di Stato ha detto con toni trionfali che “gli stati Uniti sono stati costretti ad accettare la fine della guerra”. Sintetizzando e commentando gli ultimi sviluppi, le Monde scrive: “Iran e Stati Unti annunciano un accordo per sospendere la guerra in Medio Oriente, prima di una seconda fase di negoziati sui temi che creano problemi. Il protocollo stabilisce che i combattimenti cessino e prevede una fase di trattative di 60 giorni sul programma nucleare iraniano, l’uranio arricchito accumulato e la levata delle sanzioni”.

A complicare le ultime battute delle trattative preliminari ai negoziati veri e propri, c’è stato, ieri mattina, l’ennesimo attacco israeliano sulla periferia sud di Beirut, dove Hezbollah ha sue roccaforti. L’incursione israeliana, che ha fatto vittime civili, ha irritato Trump, che teme che Netanyahu miri a sabotare l’intesa per continuare a combattere Hezbollah, che non cessa dal canto suo di attaccare con razzi Israele.

A Fox News, il vice-presidente Usa JD Vance ha detto che intende partecipare alla cerimonia di firma del memorandum d’intesa con l’Iran: “Stiamo ancora definendo i dettagli logistici… Io sicuramente ci sarò, ma è possibile che ci sia anche il presidente in persona”.

Sul suo social Truth, Trump ha parlato dell’accordo con i soliti toni trionfalistici: “Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell’intera regione… Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l’Iran, ma tutti hanno fallito prima di me… I leader della Regione hanno trovato per la prima volta un presidente capace di aiutarli a conseguire una pace reale”.

Ancora: con l’apertura dello Stretto di Hormuz, “prevista per venerdì, al momento della firma dell’accordo e per consentire le operazioni di sminamento, il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio sia della Regione che del resto del Mondo!”. Dopo i post di Trump, c’è stata un’impennata dei futures sugli indici di Wall Street e un calo dei prezzi del petrolio.

In un’intervista telefonica con il New York Times, Trump ha però minacciato una ripresa degli attacchi all’Iran, se qualcosa dovesse andare storto di qui a venerdì, e di fare degli Usa “i custodi del Medio Oriente” in cambio “del 20% dei ricavi della regione”. Secondo Trump,

l’Iran avrebbe garantito uno Stretto di Hormuz “permanentemente libero da pedaggi”; e lui avrebbe salvato Israele dall’annientamento nucleare e avrebbe rimodellato il Medio Oriente in senso favorevole agli Stati Uniti.

Il magnate presidente ha elogiato i presidenti cinese Xi Jinping e russo Vladimir Putin che avrebbero contribuito all’intesa, criticando Netanyahu per gli attacchi che potevano compromettere l’accordo. “È un tipo molto difficile… Dovrebbe esserci molto grato … perché, se l’Iran avesse avuto un’arma nucleare, Israele non sarebbe sopravvissuto nemmeno due ore”.