Lavoro
Sicurezza sul lavoro, è ancora emergenza: imprese e istituzioni al tavolo
Di Giampiero Cinelli
Il 28 aprile si è celebrata la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Un richiamo globale a un tema che in Italia resta ancora drammaticamente attuale. Nel 2025 l’INAIL ha registrato quasi 600mila denunce di infortunio e oltre mille morti sul lavoro, mentre continuano a crescere anche le malattie professionali. Nei primi mesi del 2026 si registra un calo delle denunce mortali, che il Governo collega a prevenzione, formazione e controlli. Ma il quadro resta fragile. Perché oltre ai numeri pesano precarietà, appalti, frammentazione produttiva e qualità del lavoro. In questo scenario si inserisce anche il Decreto Primo Maggio, con cui l’esecutivo rilancia su occupazione, salari e sostegno alle imprese. La vera sfida, oggi, è capire se la sicurezza possa diventare davvero strutturale, e non restare solo una risposta all’emergenza.
Prevenzione e IA
«La sicurezza sul lavoro si persegue con la formazione e la prevenzione, non con sanzioni ex post. Per questo abbiamo investito 1,2 miliardi. Le imprese chiedono regole certe e stiamo agendo in questo senso, perché meno tempo l’impresa impiega per capire la norma e più investe anche in prevenzione. Con questo governo sono stati assunti 1.600 ispettori sul lavoro in più e intendiamo assumerne altri. Sul tema sicurezza è importante anche la certezza dell’interpretazione della norma, perché succede che a causa di piccolezze formali le aziende subiscano sanzioni. Tuttavia l’impianto della legge sulla sicurezza sul lavoro non va stravolto, la legge 81/2008 non è cambiata per tanto tempo, le sanzioni previste sono già abbastanza, ma certamente bisogna migliorare la prevenzione, anche con l’uso dell’IA per allarmi automatici. Proprio di questo stiamo parlando nella Commissione di inchiesta sulla sicurezza sul lavoro». Lo ha detto Marcello Coppo (FdI), membro della Commissione Lavoro alla Camera, intervenendo al format Largo Chigi.
Sicurezza ancora emergenza
«La sicurezza sul lavoro resta ancora un’emergenza. Se guardiamo ai dati non possiamo dirci soddisfatti di lievi miglioramenti negli ultimi mesi che pure ci sono stati. Lo scorso anno le denunce di infortuni sul lavoro sono state circa 600mila, in aumento del 2,4% nel 2026 rispetto al 2025, e le malattie professionali nel 2025 sono salite dell’11,3%. Il modello sulla sicurezza non funziona e il decreto del governo in merito è una scatola vuota, non ci sono sufficienti investimenti sui controlli. La situazione si lega al contesto generale di crisi, abbiamo complessivamente 13 milioni di persone povere o a rischio esclusione. Su questi temi sociali abbiamo provato a collaborare ma ci hanno detto no. Credo che il governo non stia facendo i conti con l’emergenzialità della situazione». Così Emiliano Fossi (PD), membro della Commissione Lavoro alla Camera, a Largo Chigi.
VINCI fa la sua parte
«Nel nostro piano strategico triennale la sicurezza è il secondo capitolo e ciò vale per tutte le nostre unità, a riprova di quanto per noi sia importante il lavoro in sicurezza. A maggio organizziamo la Safety Week in cui tutte le business unit del gruppo VINCI Energies si concentrano sul tema. Non è solo sensibilizzazione, bensì un momento di confronto, in cui si analizzano i casi e si condividono esperienze e buone pratiche. L’evento coinvolge 110mila persone. Il discorso sulla sicurezza nel lavoro si lega anche al tema generale dell’attenzione al dipendente, che parte dalla fase di onboarding. Per noi l’onboarding è un processo strutturale che accompagna le persone nel loro percorso in tutte le fasi e si premura di fornire tutti gli strumenti necessari fin dall’inizio. Per quanto riguarda le regole sulla sicurezza, sia quelle di legge che quelle implementate da noi, ci interessa che siano realmente comprese dal lavoratore e non semplicemente subite. Se il dipendente è conscio dell’utilità e dello scopo di una pratica la applica con maggiore efficienza». Queste le parole di Renzo Ilari, Head of QHSE VINCI Energies, nel corso della stessa trasmissione.
La puntata integrale di Largo Chigi





