Salute

Obesità, dalla Camera una nuova strategia nazionale: prevenzione, screening e Cammini di Cura al centro della sanità pubblica

05
Maggio 2026
Di Beatrice Telesio di Toritto

L’obesità esce definitivamente dalla dimensione riduttiva del semplice stile di vita e si impone come una delle grandi priorità sistemiche della sanità pubblica italiana. È questo il messaggio politico, sanitario e culturale emerso alla Camera dei deputati, nella Sala del Refettorio della Biblioteca Nilde Iotti, dove il 4 maggio l’evento “Cammini di cura. Risposta della sanità pubblica nella prevenzione dell’obesità con strumenti di salute e benessere”, promosso su iniziativa del Vicepresidente Giorgio Mulè, ha riunito istituzioni, clinici e rappresentanti scientifici attorno a una questione che sempre più intreccia salute, sostenibilità economica e futuro sociale del Paese. Al centro del confronto, la necessità di superare una lettura emergenziale o esclusivamente individuale del fenomeno, riconoscendo invece nell’obesità una patologia cronica complessa che richiede prevenzione strutturale, diagnosi precoce, continuità assistenziale e un nuovo paradigma culturale, soprattutto nelle fasce più giovani, dove il sovrappeso cresce con maggiore rapidità e rischia di trasformarsi in un moltiplicatore di fragilità future.

Giorgio Mulè ha indicato con chiarezza il cambio di passo già avviato sul piano legislativo, sottolineando come il riconoscimento normativo dell’obesità come malattia e l’introduzione di screening dedicati agli adolescenti tra i 12 e i 17 anni rappresentino non un punto di arrivo, ma l’inizio di una strategia più ampia: portare la prevenzione prima che la cronicità produca conseguenze più profonde e rendere modelli innovativi come i Cammini di Cura una piattaforma nazionale condivisa.

Una linea rafforzata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha richiamato i dati del sistema PASSI — oltre quattro adulti su dieci in eccesso ponderale nel biennio 2022-2023 — come prova di una questione che coinvolge famiglie, territori e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, ribadendo la necessità di una sanità di prossimità capace di connettere scuole, famiglie, professionisti e campagne culturali, superando stigma e pregiudizi. Sul piano parlamentare, il Vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera Luciano Ciocchetti ha definito la legge Pella sull’obesità il risultato di un lavoro trasversale che punta a inserire definitivamente questa patologia dentro una logica piena di prevenzione, cura e presa in carico, anche attraverso il rafforzamento dei livelli essenziali di assistenza e l’estensione degli strumenti di screening.

Ad avvalorare i lavori della della giornata è stato il modello concreto presentato dal Direttore Generale dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda Alberto Zoli, che ha descritto i Cammini di Cura come il simbolo di una trasformazione più profonda: l’ospedale pubblico non più soltanto luogo di trattamento, ma laboratorio di cultura sanitaria, prevenzione e accompagnamento multidisciplinare, capace di integrare terapia, movimento, alimentazione e consapevolezza in un percorso di undici settimane pensato per affrontare obesità, disturbi alimentari e fragilità connesse agli stili di vita.

Una visione che il Direttore della Dietetica e Nutrizione Clinica del Niguarda Ettore Corradi ha legato alla possibilità offerta dalla nuova legge di superare le profonde disomogeneità regionali, strutturando finalmente percorsi omogenei in cui screening significhi soprattutto valutazione precoce del rischio e capacità di intercettare vulnerabilità prima dell’esplosione clinica della malattia. Sullo sfondo emerge poi una questione decisiva di sistema: la formazione.

Maurizio Muscaritoli, Presidente della Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (SINuC) e docente del Policlinico Umberto I, ha richiamato il ruolo strategico dell’università e della specializzazione medica, sostenendo che senza una piena integrazione dell’obesità nei percorsi formativi sanitari sarà difficile costruire una risposta realmente efficace.

Un punto che si lega al cambio di paradigma evidenziato anche da Silvio Buscemi, Presidente eletto della Società Italiana dell’Obesità (SIO), secondo cui l’idea semplicistica del “mangia meno e muoviti di più” non è più sufficiente per affrontare una malattia influenzata da fattori biologici, ambientali e sociali, oggi resa ancora più complessa ma anche più trattabile dall’evoluzione delle terapie farmacologiche innovative. Il confronto alla Camera ha così restituito un messaggio netto: la sfida dell’obesità non riguarda soltanto il peso corporeo, ma la capacità dello Stato di ripensare la prevenzione come infrastruttura strategica di lungo periodo. Dai percorsi legislativi agli screening, dalla formazione universitaria ai modelli ospedalieri, fino all’educazione scolastica, il passaggio in corso è quello da una gestione frammentata a una strategia nazionale. In questo quadro, i Cammini di Cura si candidano a diventare molto più di un progetto sanitario: un possibile modello di politica pubblica, in cui salute, benessere e sostenibilità si incontrano prima che l’emergenza diventi costo permanente per cittadini e sistema.