Innovazione

Pwc Italia, un nuovo umanesimo per la tecnologia

09
Giugno 2022
Di Daniele Bernardi

Tecnologia e umanità, spesso visti come un binomio perfetto, ma ancora più spesso come nemici che lottano tra loro, uno per la propria emancipazione, l’altro per sopravvivenza. Siamo spaventati dal rischio di essere sostituiti da qualcosa di più veloce, intelligente e performante di noi. Interrogarsi sulla natura di questo rapporto non è facile, il gruppo Pwc Italia ci ha provato nella nuova edizione di ‘Italia 2022: Persone, Lavoro, Imprese’ che si è tenuta ieri. Il focus di questa puntata? Tecnologia e nuovo umanesimo.

Per iniziare il dialogo che ha visto alternarsi diverse tra le più importanti personalità coinvolte dal tema, non poteva che esserci un imprenditore digitale dalla caratura multinazionale: Federico Marchetti. Si tratta del fondatore di Yoox, piattaforma di e-commerce del settore fashion, poi fusa con il marchio Net-a-porter. Oggi il magnate del fashion hi-tech è stato chiamato dal principe Carlo a dirigere una task force che ha l’obiettivo di rendere la moda più sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Federico Marchetti durante l’iniziativa di Pwc racconta che fin da subito il rapporto tra tecnologia e umanesimo è stato al centro della sua carriera, fin dalla creazione di Yoox: il nome contiene infatti x e y, i due cromosomi (simbolo elementale dell’uomo) e le “o” sono in realtà degli 0 (che richiamano il linguaggio binario delle macchine). Yoox è una piattaforma di e-commerce in cui sofisticati algoritmi lavorano per spingere sempre di più i prodotti. «Ho provato ad insegnare alle macchine lo stile – racconta Marchetti – ma non come sostituzione degli stilisti, come tools da applicare». Si tratta di una fusione tra mezzo caldo, la moda, il lusso che veicola emozioni, e il mezzo freddo, la tecnologia, mai indipendente dal fattore umano.

La pandemia poi ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo della tecnologia, da un lato ha aiutato le persone a mantenere operative le proprie attività, dall’altro le relazioni umane. Tuttavia, la tecnologia, se implementata ma non applicata, diventa inutile. È quindi importante fare formazione, creare consapevolezza nell’uso delle nuove tecnologie.

È in quest’ottica che agisce Multiversity, un diverso modo di fare formazione e università, azienda proprietaria delle università telematiche Pegaso e Universitas Mercatorum. «Prima della pandemia, un connazionale su quattro non era mai andato in rete» spiega Fabio Vaccarono, Amministratore delegato di Multiversity ed ex-AD di Google Italia, «per il motivo sbagliato, ma l’Italia ha fatto un passo importante che avrebbe dovuto fare da tanto». Di necessità virtù, dunque, ma la novità deve divenire quotidianità e purtroppo in questo rimaniamo ancora fanalino di coda tra i paesi occidentali».

A frenarci è soprattutto una visione sbagliata attorno al tema del digitale: «Noi tendiamo ad avere una visione divisiva sul digitale. Molto conservativa. Poi però, come persone, viviamo immersi in centinaia di interazioni con i nostri devices», una contraddizione che, racconta Vaccarono al convegno Pwc sul ruolo della tecnologia, è esplosa col fenomeno della DAD (Didattica a distanza). Il mezzo digitale è diventato solo una finestra sostitutiva all’aula fisica, non si è tenuto conto della reale applicazione che gli utenti fanno della tecnologia, «abbiamo bisogno di ripensare il sistema» conclude l’AD di Multiversity.

«Come la pandemia ha accelerato lo sviluppo della tecnologia, a sua volta la guerra sta accelerando la corsa alla sostenibilità» ha aggiunto Federico Marchetti all’evento di Pwc. L’imprenditore della tecnologia digitale è impegnato nella conduzione della task-force del progetto Sustainable Markets Initiative. Sono due le linee su cui si sta agendo per rendere più sostenibile il settore della moda: da un lato si cerca di agire sui consumatori e renderli più consapevoli di ciò che vanno ad acquistare attraverso un semplice QR Code che fornisce tutte le informazioni riguardanti ogni capo d’abbigliamento, dall’altro si prova ad agire a monte, sui produttori, attraverso una maggiore rigenerazione del suolo, anche qui con l’ausilio della tecnologia.

Non è solo questione di task-force, anche i governi sono in prima linea per raggiungere un futuro più sostenibile. Il Ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani ha dichiarato ai microfoni dell’evento Italia 2022 che il governo sta lavorando a diverse strategie per decarbonizzare il paese. Purtroppo, però, la guerra sta ostacolando non poco il processo e abbiamo perso 30 miliardi solo per mitigare il prezzo dell’energia.

A coloro che si mostrano preoccupati per il raggiungimento degli obiettivi del piano europeoFit for 55, il Ministro risponde: «È come se avessi una casa decrepita e stia aspettando di trasferirmi nella casa nuova, attualmente in costruzione», siamo d’accordo tutti nel dover andare via il prima possibile di casa, «ma stanotte dove dormo?». In sostanza, il percorso è lungo, e peraltro ignoto dopo il 2030 (in attesa di raggiungere l’obiettivo emissioni 0 per il 2050), occorre pazienza e, nel breve periodo, scendere a patti per garantire che il sistema paese non cessi di funzionare.

Anche in questo caso, rileva il gruppo Pwc, la tecnologia giunge in nostro soccorso: c’è stata un’enorme accelerazione sulla fusione nucleare e nel PNRR sono contenuti cinque progetti per la creazione di impianti in grado di produrre idrogeno verde, combustibile a impatto zero.  

A conclusione dell’evento, anche il presidente di Pwc Italia, Giovanni Andrea Toselli, ha raccontato l’obiettivo che si è posto l’azienda: zero emissioni entro il 2030. Il primo 50% da togliere è stato veloce, per lo più si trattava di utenze sostituite con soluzioni più sostenibili, ma per il restante 50 si tratta di auto aziendali e, per quanto possa sembrar banale rimpiazzarle con auto elettriche, ha spiegato Toselli, questo è improponibile a causa della carenza di colonnine per la ricarica.  

Cercando di riassumere quanto detto in poche righe, la volontà umana, per quanto grande, si scontra sempre con la dura realtà dei fatti: abbiamo perso molto tempo e purtroppo non abbiamo la pazienza di aspettare ancora.

Articoli Correlati