Economia

Orcel-Messina, quella pax che può riscrivere il risiko

30
Ottobre 2026
Di Paolo Bozzacchi

(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)

In finanza anche la tregua può valere quanto una conquista. Lo sanno bene Messina e Orcel, che vivono per ragioni diverse un momentum di mercato che potrebbe avvicinarli. Luogo ideale dell’incontro? Naturalmente Trieste. Il Leone di Generali potrebbe infatti assurgere a terreno fertile per un’intesa più ampia tra Intesa e Unicredit, una volta portate a casa rispettivamente MPS e Commerzbank. Da discutere insieme ci sono l’eventuale coabitazione in Generali e soprattutto le mani libere sulle prossime acquisizioni. Mentre Messina prepara la conquista di MPS, Orcel guarda oltre Commerzbank. Nel mirino di Unicredit c’è Banca Generali, senza dimenticare BPM. Il risiko italiano potrebbe ripartire da questo patto non scritto e mai dichiarato, ma dato in crescendo tra le fonti finanziarie.

Una pax costruita attorno a Trieste. Se Intesa Sanpaolo completerà la scalata a Monte dei Paschi, erediterà indirettamente, attraverso Mediobanca, circa il 13% di Generali. Con la quota già detenuta direttamente da Ca’ de Sass, Messina presidierà un pacchetto vicino al 16%. Dall’altra parte UniCredit, con circa il 9%: insieme, i due istituti peserebbero per un quarto del capitale del Leone. Una forza decisiva, senza bisogno di un patto di sindacato.

Il Leone diventerebbe così zona neutrale, il resto del risiko campo di manovra. Nel caso il primo a beneficiarne potrebbe essere Orcel. Il 15 ottobre UniCredit ha ottenuto dalla BCE il via libera a superare il 30% di Commerzbank senza un tetto alla quota. Entro fine anno punta, completati gli altri passaggi autorizzativi, a circa metà dei diritti di voto. Messa in sicurezza Francoforte, Piazza Gae Aulenti potrebbe riaprire il dossier italiano più sensibile: Banco BPM. L’offensiva sull’istituto di Giuseppe Castagna si è arenata tra Golden Power, ostacoli politici e resistenze industriali. Ma il Banco mantiene ciò che interessa a UniCredit: una rete radicata nel Nord produttivo, credito alle imprese e risparmio gestito. Da sciogliere resta il nodo Crédit Agricole, principale azionista. Si potrebbe ragionare su un’intesa con i francesi, una nuova proposta agli azionisti o un perimetro diverso da quello della precedente operazione. Nessuna trattativa confermata, ma il dossier è aperto. E anche qui la pax peserebbe: Messina, impegnato sull’asse MPS-Mediobanca, potrebbe non avere interesse a contrastare una nuova iniziativa di Orcel su BPM. In cambio, UniCredit eviterebbe di trasformare Generali in un altro fronte di scontro.

Non una spartizione delle prede, ma una convergenza di convenienze. L’altra carta si chiama Banca Generali. Potrebbe tornare disponibile se la difesa di Luigi Lovaglio a Siena dovesse come sembra naufragare. ISS e Glass Lewis hanno raccomandato di respingere le offerte MPS su Banco BPM e Banca Generali. Il 29 ottobre l’assemblea senese sarà uno spartiacque. Se il Monte entrasse nell’orbita di Intesa, per Orcel si riaprirebbe la possibilità di puntare su una piattaforma ricca di commissioni ricorrenti, consulenza finanziaria e grandi patrimoni. Un complemento alla crescita per sportelli. Ma azionisti e prezzo restano ostacoli reali. Una coabitazione con Intesa nel Leone dovrebbe fare i conti con Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone, decisivi negli equilibri azionari.

Nessuna pax a due Intesa-Unicredit potrebbe ignorarli, né sostituirsi alle valutazioni delle autorità di vigilanza. Ma una tregua renderebbe meno conflittuale il passaggio al nuovo equilibrio. Sullo sfondo si prepara un’altra mossa. Se Intesa completerà l’acquisizione di MPS, Unipol potrà rilevare, alle condizioni previste, circa 635 filiali e il marchio Monte dei Paschi, per una possibile integrazione con BPER. È la partita di Carlo Cimbri, destinata a ridisegnare un ulteriore pezzo del credito nazionale. E nel quartier generale UniCredit, accanto a Orcel, c’è il presidente Pietro Carlo Padoan, portatore di un’esperienza istituzionale tale da farsi preziosa in un risiko che incrocia politica, capitale e vigilanza. La vera sorpresa del prossimo risiko potrebbe essere proprio questa: due banchieri che smettono di contendersi ogni casella per concentrarsi sulle partite che contano davvero. Messina a Siena, Orcel tra Francoforte e Milano. Generali al centro di un equilibrio condiviso. E Banco BPM di nuovo in cima alla lista delle possibili mosse. Perché, nella finanza, a volte la tregua può valere quanto una conquista.