Ambiente
Roma capitale della diplomazia blu: inizia il Forum Euromediterraneo dell’acqua
Di Alessandro Caruso
L’acqua non è più soltanto una questione ambientale. È una risorsa che incrocia sicurezza, sviluppo economico, agricoltura, infrastrutture e stabilità politica, soprattutto in un Mediterraneo sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico. È da questa consapevolezza che nasce il primo Forum Euromediterraneo dell’Acqua, in programma dal 29 settembre al 2 ottobre a La Nuvola di Roma, promosso dal Comitato Italiano One Water con l’Unione per il Mediterraneo e l’Istituto Mediterraneo dell’Acqua di Marsiglia. Sono attesi oltre 5.000 partecipanti e più di 40 delegazioni straniere, con oltre cento conferenze e incontri tra istituzioni, imprese, ricerca, organizzazioni internazionali e società civile. Qui il link per registrarsi all’evento.
A dare al Forum una dimensione ancora più politica è stata la conferenza stampa di presentazione che si è svolta venerdì 18 alla Farnesina con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, la presidente del Comitato One Water Italy Maria Spena e l’Inviato speciale della Farnesina per le politiche internazionali dell’acqua Marco Rago. «Faremo di Roma la capitale mondiale dell’acqua», ha detto Tajani, indicando un percorso che parte dalla riunione ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo e prosegue con il Forum.
È proprio il passaggio dalla discussione all’attuazione a rappresentare uno dei punti centrali dell’iniziativa. Tajani ha annunciato che alla ministeriale verrà adottata una Dichiarazione politica sulle priorità comuni e sarà lanciata la Rome Initiative on Water, pensata per mobilitare risorse e favorire progetti di rafforzamento delle capacità nel settore idrico dei Paesi della sponda Sud. Un’iniziativa già inserita nel percorso dell’Unione per il Mediterraneo sulla finanza per l’acqua, con l’obiettivo di facilitare investimenti e cooperazione regionale.
Il Forum punta così a diventare un «laboratorio di pace, sviluppo e cooperazione» tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. L’obiettivo, ha spiegato Spena, è spostare il baricentro dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione, costruendo una «risposta non più emergenziale ma di lunga prospettiva». È il significato della cosiddetta «diplomazia blu»: utilizzare una risorsa condivisa e sempre più scarsa non come ulteriore fattore di competizione, ma come terreno sul quale costruire cooperazione, investimenti e relazioni tra Paesi. Nel comunicato di presentazione Spena sottolinea inoltre come l’acqua sia ormai «un elemento strategico per la sicurezza, la competitività e la resilienza» dei territori e come il Mediterraneo abbia bisogno di una cooperazione più forte.
La dimensione politica si accompagnerà a quella industriale e tecnologica. Il programma comprende il CEO Water Summit, dedicato agli impegni di imprese e istituzioni, e il Festival dell’Acqua di Utilitalia, insieme a sessioni promosse da organizzazioni internazionali e centri di ricerca. Il punto è mettere sullo stesso tavolo governance e soluzioni: reti e riduzione delle perdite, riuso delle acque, desalinizzazione, innovazione, finanziamento e gestione integrata della risorsa.
Il Forum sarà preceduto il 28 settembre dalla Riunione Ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo alla Farnesina, prevista per la nuova Dichiarazione Mediterranea sull’Acqua. Il percorso guarda poi alla Conferenza delle Nazioni Unite sull’Acqua di dicembre ad Abu Dhabi, altro passaggio della nuova agenda internazionale sulla sicurezza idrica.
Urania News sarà media partner del Forum Euromediterraneo dell’Acqua e seguirà il confronto tra istituzioni, imprese ed esperti. Perché il valore dell’appuntamento di Roma si misurerà soprattutto su ciò che riuscirà a lasciare dopo il 2 ottobre: progetti, investimenti e strumenti di cooperazione capaci di trasformare una consapevolezza ormai acquisita in politiche concrete. La sicurezza idrica non è più un dossier settoriale, ma una delle condizioni della stabilità, della competitività e dello sviluppo del Mediterraneo.





