News
Emma Bonino, la forza delle idee e il coraggio della coerenza
Di Gianni Pittella
Ci sono personalità politiche con le quali si può non aver condiviso tutto, ma delle quali si riconoscono senza esitazione la statura, la coerenza e la forza delle convinzioni. Emma Bonino è stata certamente una di queste.
Con Emma ho condiviso innanzitutto una grande passione: l’Europa. Un’Europa non ridotta a mercato o a somma di interessi nazionali, ma concepita come comunità politica, spazio di libertà e di diritti, protagonista nel mondo. Su questa idea ci siamo ritrovati tante volte, provenendo da storie e culture politiche diverse ma accomunati dalla convinzione che senza un’Europa più unita, più forte e più democratica i nostri Paesi sarebbero stati inevitabilmente più deboli.
Ho avuto anche l’opportunità di condividere con lei un tratto di strada in Senato. La vicinanza parlamentare mi ha consentito di apprezzare ancora di più qualità che già conoscevo: il rigore morale, la preparazione, la determinazione, l’indipendenza di giudizio. Emma non apparteneva alla categoria di coloro che modificano le proprie convinzioni a seconda delle convenienze del momento. Le sue battaglie potevano dividere, talvolta anche suscitare forti contrasti, ma erano sempre combattute a viso aperto e con una straordinaria coerenza.
È stata una protagonista dell’europeismo italiano, ma anche una combattente instancabile per i diritti civili e per la dignità della persona. Ho sempre apprezzato il fatto che il suo impegno laico non si trasformasse in un laicismo ideologico o in un pregiudizio verso chi traeva dalla fede religiosa la propria ispirazione. Per Emma il terreno decisivo era quello della libertà della persona, del rispetto delle coscienze, della responsabilità individuale.
La sua dimensione, del resto, è sempre andata ben oltre i confini italiani. L’Europa, i diritti umani, le libertà fondamentali, la condizione delle donne, le grandi emergenze internazionali sono stati il campo naturale del suo impegno politico e civile. Ha saputo portare nelle istituzioni una cultura autenticamente europea e una sensibilità internazionale rara nella politica italiana.
E poi c’è stata la battaglia più personale e difficile: quella contro la malattia. Anche lì Emma ha mostrato la stessa tenacia che aveva caratterizzato tutta la sua vita pubblica. Ha affrontato una prova severissima senza trasformarla in un ripiegamento su se stessa e, soprattutto, senza arretrare di un millimetro dal suo impegno civile e politico. Continuare a partecipare, intervenire, prendere posizione, battersi per le proprie idee è stato forse uno dei messaggi più potenti che ci ha consegnato.
Emma appartiene a quella generazione di donne e uomini per i quali la politica era prima di tutto una battaglia di idee, una scelta di responsabilità, una testimonianza personale.
Di lei conserverò il ricordo del rigore e della determinazione, ma anche dei momenti di confronto e di umanità vissuti nel tratto di strada percorso insieme.
E soprattutto conserverò una convinzione che ci ha uniti profondamente: l’Europa non è semplicemente un luogo geografico o un’istituzione. È una scelta politica e morale, una comunità di destino fondata sulla libertà, sulla dignità della persona e sui diritti.
È una battaglia che Emma Bonino ha combattuto per tutta la vita. E che spetta a noi continuare!
Qui un’ultima intervista concessa a The Watcher Post in cui rimane il ritratto di un’europeista convinta, legata all’idea che i grandi progetti abbiano bisogno di riforme concrete per tradursi in realtà.





