Economia

Sostenibilità, INPS: incontro Multistakeholder per definire le priorità ESG 2026

20
Maggio 2026
Di Giampiero Cinelli

L’INPS conferma il proprio impegno verso uno sviluppo sostenibile, promuovendo trasparenza, responsabilità e un dialogo costante con i propri stakeholder. In questo quadro si inserisce l’Incontro Multistakeholder organizzato stamane presso l’Accademia INPS di Palazzo Mazzoni a Roma, finalizzato a individuare le tematiche di sostenibilità più rilevanti, approfondire gli impatti sociali e ambientali delle attività dell’Istituto e rafforzare il dialogo con la comunità di riferimento.

La linea da seguire
Negli ultimi anni l’Istituto ha progressivamente integrato i principi della sostenibilità all’interno delle attività operative e della struttura organizzativa, consolidando un approccio orientato alla generazione di valore pubblico. Nel corso del 2025, attraverso una serie di incontri tematici dedicati ai portatori di interesse, l’INPS ha rielaborato i propri impegni per un futuro sostenibile, avviando un percorso di riflessione condivisa volto ad aggiornare e rafforzare le priorità ESG (Environmental, Social and Governance). I risultati di questo lavoro sono stati raccolti nel Bilancio di Sostenibilità 2025, insieme ai Bilanci di Sostenibilità regionali e metropolitani, che testimoniano la volontà dell’Istituto di essere un attore attivo nella promozione di uno sviluppo inclusivo e responsabile. L’introduzione della dimensione territoriale della rendicontazione, accanto a quella centrale, ha rappresentato un’evoluzione significativa consentendo di valorizzare le specificità locali e i presidi presenti sul territorio. Nel 2026 l’INPS sta proseguendo il percorso di consolidamento della propria strategia ESG, rafforzando sia le attività di reporting sia l’integrazione dei principi di sostenibilità nei processi, nei servizi e nelle iniziative dell’Istituto.

I numeri del 2024
In un contesto caratterizzato da un progressivo ridimensionamento della fiducia e della partecipazione civica, l’Inps «assume un ruolo di interlocutore privilegiato tra i cittadini e lo Stato, attuando le politiche sociali con tempestività, consolidando i rapporti con il sistema associativo e garantendo un’assistenza personalizzata, imparziale e trasparente». Lo scrive l’istituto nel suo Bilancio di sostenibilità riferito al 2024 secondo il quale sono ormai 52 milioni gli utenti dell’Ente per 470 servizi erogati. I dipendenti sono 25.343, oltre mille in meno rispetto al 2023. In particolare l’Inps nel 2024 ha registrato entrate per 573 miliardi e uscite per 558 miliardi. L’Istituto eroga pensioni a 15,7 milioni di persone, ha 27 milioni di lavoratori assicurati e 1,8 milioni di imprese assicurate. Eroga 21 milioni di pensioni (3,8 milioni prestazioni per invalidità) e ha avuto nell’anno 2,8 milioni di beneficiari di Naspi (l’indennità di disoccupazione). I beneficiari dell’Adi sono stati nell’anno 766mila per 1,8 milioni di persone coinvolte. I servizi erogati on line sono stati 771 milioni. La spesa pensionistica Inps sul pil nel 2024 è stata pari al 14,62% mentre la spesa pensionistica Inps sulla spesa pubblica ha raggiunto il 28,92% I pensionati Inps ogni mille assicurati sono 647. La spesa per prestazioni a sostegno della famiglia in rapporto al Pil è dell’ 1,19% mentre la spesa per prestazioni a sostegno del reddito in rapporto al Pil è dello 0,86%. La situazione migliora sul fronte della sostenibilità ambientale con una riduzione dell1,34% delle emissioni di Co2 sul 2023, una flessione del 34% della produzione di rifiuti e del 54% del consumo di toner.

La visione di Vittimberga
«Il Bilancio di Sostenibilità non è un adempimento, è un atto di rendicontazione civile: dire cosa abbiamo fatto, perché lo abbiamo fatto, verso cosa ci stiamo muovendo». Lo afferma il direttore generale dell’Inps Valeria Vittimberga presentando il Bilancio di Sostenibilità dell’Istituto. «La Sostenibilità, per un istituto come Inps spiega, non può essere ridotta a una sola dimensione. È una matrice plurima, che tiene insieme equilibrio finanziario e coesione sociale, tutela individuale e responsabilità ambientale, parità di diritti e solidarietà tra generazioni. Un sistema è sostenibile quando nessuno resta ai margini. Quando la retribuzione garantisce un’esistenza libera e dignitosa. Quando le scelte di oggi non ipotecano il mondo di domani». In questo quadro – sottolinea – «si inserisce la sfida dell’innovazione tecnologica. L’intelligenza artificiale può essere uno strumento potente di inclusione e di efficienza, ma non è neutrale: ha costi energetici reali, presuppone scelte di governance, richiede una direzione di senso. Innovare non basta. Bisogna sapere perché si innova, e verso cosa. Per Inps questo significa che ogni trasformazione digitale deve essere misurata sulla sua capacità di proteggere le persone, di semplificare l’accesso ai diritti, di ridurre e non ampliare le distanze tra l’Istituzione e chi ne ha bisogno. La libertà che il welfare produce – sottolinea il Dg – è consapevolezza: sapere a cosa si ha diritto, come ottenerlo, quale posto si occupa in un sistema che si prende cura di te. Questa consapevolezza è, essa stessa, una forma di dignità».