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Tajani nomina atleti ambasciatori dello sport per il Made in Italy

19
Maggio 2026
Di Giampiero Cinelli

Lo sport come leva di sistema. È questa l’idea che il ministro degli Esteri Antonio Tajani porta avanti con la terza edizione del progetto «Sport e innovazione Made in Italy»: non una celebrazione del mondo atletico, ma una strategia per promuovere all’estero l’eccellenza dell’industria sportiva italiana attraverso le grandi manifestazioni che il Paese ospita. Un settore che vale già 32 miliardi di euro di valore aggiunto, pari a circa l’1,5% del PIL, con un export che supera i 4,7 miliardi.

La cornice è tutt’altro che casuale: il giorno dopo gli Internazionali d’Italia di tennis, che hanno registrato un nuovo record di presenze a Roma, la Farnesina ha riunito i vertici dello sport nazionale – dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio al direttore generale di Sport e Salute Diego Nepi Molineris, dai presidenti delle federazioni ai vertici del Comitato Italiano Paralimpico – per consegnare le targhe di «Ambasciatori della Diplomazia dello Sport» a Gregorio Paltrinieri, Andy Diaz, Vincenzo Nibali, Filippo Volandri e Maurizio Casasco, presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana.

«Lo sport è uno straordinario strumento di politica estera e un settore strategico per l’economia e la crescita del Paese», ha dichiarato Tajani, che ha illustrato il progetto insieme a Matteo Zoppas, presidente di ICE, l’agenzia per l’internazionalizzazione delle imprese italiane. L’obiettivo dichiarato è portare le esportazioni a 700 miliardi entro il prossimo anno. «Tutelando nel mondo la nostra cucina attraverso la medicina dello sport favoriamo l’export dei nostri prodotti alimentari. I grandi eventi sportivi attraggono presenze turistiche: coinvolgere lo sport è un modo per accendere i riflettori sul nostro Paese. E lo sport non è solo strumento di promozione commerciale, ma asse portante di dialogo a livello internazionale.»

Federazioni e aziende

Le federazioni sportive, sottolinea Tajani, possono ormai essere considerate vere e proprie aziende senza scopo di lucro, e rappresentano un sistema di promozione del Made in Italy difficile da replicare con altri strumenti. Paolo Barelli, presidente della Federnuoto, condivide l’impostazione: «L’eccellenza italiana ha nello sport un veicolo che incide profondamente e quotidianamente nelle attività sociali. Dai campioni alle aziende italiane, fino all’intero segmento turistico-culturale legato agli eventi sportivi, il coinvolgimento delle industrie, della ristorazione e della moda può incrementare il contributo ai 700 miliardi che il ministro vuole raggiungere attraverso le esportazioni.»

Sport e Salute

Diego Nepi Molineris abbraccia il progetto in nome di Sport e Salute. «Il successo del torneo al Foro Italico è stato non soltanto un trionfo sportivo, ma una vetrina internazionale straordinaria per il Made in Italy: un’Italia capace di eccellere nello sport, nell’accoglienza e nell’organizzazione.» Dopo Premier Padel, il Golden Gala e il Trofeo Settecolli a Roma, il prossimo anno Napoli accoglierà l’America’s Cup. «Una conquista storica», dice Nepi, «che premia il lavoro del Governo e la credibilità internazionale dell’Italia. Sarà un evento capace di valorizzare la filiera nautica, l’innovazione tecnologica, le competenze industriali e soprattutto i territori. La sfida è rendere lo sport sempre più accessibile, di tutti e per tutti, anche come leva di sviluppo, coesione sociale e promozione internazionale della Nazione».