Ambiente

Real Estate, boom d’immobili certificati ESG nel 2025

31
Marzo 2026
Di Lorenzo Berna

Nel contesto della transizione sostenibile del settore immobiliare, l’integrazione dei criteri ESG sta evolvendo da elemento reputazionale a leva strategica per investimenti, progettazione e gestione degli asset. In questo scenario, la Tassonomia Europea si afferma come riferimento centrale, introducendo criteri chiari e misurabili per definire cosa possa essere considerato sostenibile e orientando in modo sempre più concreto non solo le scelte progettuali e operative, ma anche i flussi finanziari e le decisioni di investimento. La crescente diffusione di questo framework sta infatti guidando l’allocazione dei capitali verso asset allineati agli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione Europea, accelerando l’adozione di approcci strutturati e comparabili lungo l’intera filiera del Real Estate. In questo contesto, benchmark di mercato come GRESB svolgono un ruolo chiave nel misurare il livello di integrazione dei fattori ESG e il grado di allineamento degli asset alle nuove aspettative regolatorie e degli investitori. Secondo GRESB, 500.000 asset sono oggi valutati sulla base di criteri ambientali, sociali e di governance, a conferma del ruolo sempre più strutturale dei fattori ESG nelle decisioni di investimento. Rispetto ai circa 208.000 asset valutati nel 2024, si tratta di un incremento di oltre 290.000 unità, a dimostrazione dell’aumentata attenzione alla sostenibilità nel Real Estate. Una tendenza che assume particolare rilevanza alla luce dell’impatto del settore: secondo l’ultimo rapporto UNEP, costruzioni ed edifici generano il 34% delle emissioni globali di CO₂ e il 32% del consumo energetico mondiale, evidenziando l’urgenza di accelerare la transizione verso modelli più sostenibili. In questo scenario, ilReal Estate può diventare un motore di rigenerazione e innovazione lungo tutta la filiera anche in Italia, integrando sostenibilità e impatto positivo negli edifici e nei processi: infatti, sempre secondo il report di GRESB, l’impatto di gas serra relativi al settore Real Estate passerà nel Belpaese dagli attuali 26,63 kg/m2 ai 13,46 kg/m2 entro il 2050, andandosi praticamente a dimezzare (-49,5%).

Proprio per rispondere a queste sfide, il movimento B Corp, che conta oltre 9.000 aziende e quasi un milione di lavoratori nel mondo, riunisce imprese che adottano elevati standard di performance ambientale e sociale, trasparenza e responsabilità, promuovendo modelli di business in grado di ridurre concretamente l’impatto ambientale e favorire pratiche più sostenibili. La certificazione rilasciata valuta le aziende su governance, lavoratori, comunità, ambiente e clienti e richiede l’integrazione nello statuto dell’impegno verso tutti gli stakeholder, con verifiche periodiche e miglioramento continuo. Un modello che, nel Real Estate, favorisce l’integrazione dei criteri ESG lungo l’intera filiera.

In questo scenario si colloca EETRA, società benefit certificata B Corp e realtà di consulenza specializzata in strategie ESG per il Real Estate e le infrastrutture, che si posiziona come attore di riferimento nel supportare operatori, investitori e sviluppatori nell’adozione di modelli sostenibili. La società affianca i clienti nella decarbonizzazione di immobili e infrastrutture, offrendo servizi di rating ESG, certificazioni ambientali e analisi avanzate per migliorare le performance degli asset e garantire l’allineamento ai principali framework normativi, inclusa la Tassonomia Europea. In occasione del B Corp Month, la celebrazione annuale globale delle imprese certificate B Corp, EETRA ha promosso e organizzato presso BASE Milano la prima edizione di RE Impact, un’iniziativa dedicata alla rigenerazione della filiera del Real Estate in chiave sostenibile e a impatto positivo.  L’evento ha rappresentato un momento di confronto tra imprese, organizzazioni e professionisti impegnati nella trasformazione dell’ambiente costruito, con l’obiettivo di valorizzare modelli innovativi capaci di generare impatti positivi lungo tutta la filiera. “Oggi la sostenibilità non può più essere affrontata a livello di singola organizzazione, ma richiede un’integrazione strutturata lungo tutta la catena del valore. Il vero salto di qualità è la capacità di rendere i criteri ESG operativi, coerenti e misurabili tra tutti gli attori coinvolti, dalla finanza alla progettazione fino all’esecuzione” afferma Carlo Rossini, CEO e Managing Partner di EETRA. Il successo dell’iniziativa e l’ampia partecipazione registrata confermano l’interesse crescente verso questi temi e sanciscono la nascita di RE Impact come format annuale, destinato a evolversi con nuove edizioni e ulteriori momenti di approfondimento. Al centro del dibattito, il ruolo delle imprese “B Corp” come attori chiave nella costruzione di modelli economici in grado di coniugare competitività e creazione di valore nel lungo periodo.

Il primo momento di confronto, Circular Value – Innovazione, circolarità e valore territoriale, ha approfondito nuovi paradigmi per la sostenibilità nella filiera del real estate, con la partecipazione di Green Building Council Italia, GARC Holding SpA SB, Kerakoll SpA, Palm SpA SB e Grendi Holding SpA SB. I partecipanti hanno discusso come materiali, processi e modelli operativi innovativi possano generare valore condiviso, ridurre impatti ambientali e promuovere sviluppo territoriale. Il valore aggiunto emerso da questa tavola è stato il confronto diretto tra aziende con competenze complementari, che ha permesso di identificare approcci concreti per la circolarità dei materiali, l’innovazione nei processi produttivi e la logistica sostenibile, mostrando come la collaborazione lungo tutta la filiera possa tradurre la sostenibilità in risultati operativi e misurabili. “Nei nuovi paradigmi della sostenibilità applicati alle filiere produttive, la logistica non è più soltanto un vettore di trasporto, ma una leva strategica per rendere più efficienti e responsabili i processi industriali. Il Gruppo Grendi, prima realtà del trasporto marittimo e della logistica integrata ad aderire al movimento B Corp™, porta avanti da tempo questo approccio attraverso strumenti concreti, come l’ottimizzazione dei carichi navali con il sistema a cassette e l’intermodalità ferroviaria. In tale contesto, anche il minor impatto del costo ETS rappresenta una conseguenza diretta di un modello operativo più efficiente e sostenibile, con valori fino al 50% inferiori rispetto alla concorrenza” ha commentato Costanza Musso, amministratrice delegata del Gruppo Grendi.

Durante il secondo confronto, Urban Impact – Dalla finanza sostenibile alla rigenerazione urbana, è stato esaminato il ruolo della finanza e delle reti collaborative nella trasformazione del settore, con la partecipazione di Near SGR SpA Benefit, EDERA Srl Impresa Sociale, Alleanza Aria Clima Milano ed EETRA. Il dibattito ha evidenziato come strumenti finanziari, strategie integrate e approcci ecosistemici possano accelerare la transizione verso un real estate a impatto positivo. Dagli interventi è emerso che la finanza sostenibile, combinata con una rete collaborativa tra imprese, enti e investitori, consente di tradurre criteri ESG e Tassonomia UE in progetti concreti di rigenerazione urbana e sviluppo immobiliare a impatto misurabile, creando nuove opportunità di innovazione e di valore condiviso lungo tutta la filiera. “In un momento in cui sostenibilità e Real Estate devono dimostrare risultati, RE Impact è l’occasione giusta per confrontarsi su metodi e responsabilità. Il valore sta nel mettere attorno allo stesso tavolo investitori e filiera, per trasformare criteri ESG e Tassonomia UE in scelte progettuali e di cantiere verificabili. Una attitudine tipica delle B Corp: costruire ecosistemi e innovazione che duri nel lungo periodo”, sottolinea Andrea Vecci, Executive Director – Head of Impact Sustainability & Communication di Near.