Trasporti

Expo Ferroviaria al via: presentato il primo treno a idrogeno

03
Ottobre 2023
Di Simone Zivillica

Cominciata l’Expo Ferroviaria che ha portato 200 espositori provenienti da 13 Paesi a Milano Rho. Di queste, il 21% sono aziende internazionali, ricco il programma di eventi associati e di aree specializzate destinate a tecnologie specifiche. L’industria italiana fornitrice di tecnologie per i trasporti ferroviari ed elettrificati ha visto nell’ultimo anno un fatturato in crescita del 18,6%, di cui +13,2% sui mercati esteri, facendo assestare la bilancia commerciale molto vicino ai 200 miliardi di euro. Presenti alla kermesse molte istituzioni, tra cui il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, a segnalare l’importanza del comparto per tutto il sistema economico strutturale del paese.

A definire il peso specifico dell’evento, l’assessore alla mobilità della Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi: «questo è uno degli eventi più significativi del settore ferroviario, a livello internazionale dove si evidenzia un forte legame col territorio, ma anche la possibilità di crescere, di dare una spinta ulteriore all’economia locale. Quello lombardo è un sistema ferroviario molto complesso, fatto di una rete di quasi 2000 km di binari che, prima del Covid, servivano circa 850mila persone al giorno».

Il punto sui dossier infrastrutture, su rotaia e non, di Matteo Salvini

Proprio il vicepremier Matteo Salvini ha colto l’occasione del contesto tutto incentrato sul comparto ferroviario per rimarcare la posizione del suo ministero e del governo su alcuni dossier caldi sul fronte infrastrutturale. A partire dalla Tav in Val di Susa: «non è un paese civile quello dove, da anni, ci sono esercito, polizia e Carabinieri, a presidiare cantieri dove si costruisce una ferrovia. E spero che termini il prima possibile questa vergogna internazionale. […] Tuttavia, i lavori Tav procedono su entrambi i fronti, quello francese e quello italiano, e mi prendo la piccola soddisfazione di dire che si sta rispettando completamente la tabella di marcia». Trova spazio anche il tormentone infrastrutturale per eccellenza, quello del Ponte sullo Stretto. Anche qui il ministro incalza: «La maggioranza affronterà la manovra economica con assoluta compattezza e velocità. Non ci sarà la minima sbavatura, e ci sarà anche il Ponte sullo Stretto: ho un ministero che si occupa soprattutto di investimenti quindi mi interessa che, nonostante la situazione internazionale complicata, si investa in infrastrutture e ci saranno sulle infrastrutture, le strade, autostrade, ferrovie, porti, aeroporti e ponti tutti i denari necessari per far crescere il paese». Per quanto riguarda le ferrovie, infine, Salvini ha ricordato che questa settimana «ci sarà il consiglio di amministrazione della società che si occupa di sicurezza per le Ferrovie dello Stato, Fs security, che nominerà il nuovo board. L’obiettivo è arrivare ad avere 1500 vigilantes, donne e uomini, che faranno sicurezza a bordo dei treni e all’interno delle stazioni. Noi possiamo andare anche a 350 all’ora – ha chiosato il ministro – poi però durante il viaggio, sia per i lavoratori sia per i passeggeri, sul treno e all’interno della stazione, la sicurezza non può essere un di più».

Le Ferrovie tornano a correre più del pre-Covid, continua la Tav

Dato clou dell’inaugurazione della rassegna ferroviaria è quello riguardante il volume di passeggeri e di corse effettuate con i convogli a rotaia. «Il Covid ce lo siamo dimenticati, come Trenitalia abbiamo superato abbondantemente i valori del 2019 – così l’amministratore delegato Luigi Corradi all’Expo Ferroviaria 2023. «Gli investimenti più importanti sono in infrastrutture, con un piano strategico da 200 miliardi in 10 anni. I risultati in termini infrastrutturali li vedremo negli anni, ma la domanda dei passeggeri è oggi. Tutti vogliono prendere il treno, il mezzo più sostenibile, e dobbiamo trovare insieme tutte le soluzioni a breve termine per aumentare la capacità delle linee, come l’adozione del sistema Ertms in tutte le linee [Ertms è un sistema di gestione, controllo e protezione del traffico ferroviario e relativo segnalamento a bordo, progettato allo scopo di sostituire i molteplici, e tra loro incompatibili, sistemi di circolazione e sicurezza delle varie Ferrovie Europee allo scopo di garantire l’interoperabilità dei treni soprattutto sulle nuove reti ferroviarie ad alta velocità, ndr]. Il numero uno di Trenitalia, ha poi ricordato un dato importante: «spesso l’icona di Trenitalia è il Frecciarossa ma il trasporto regionale è forse più importante e con esso muoviamo la maggioranza degli italiani. Abbiamo fatto uno sforzo enorme negli anni scorsi e ogni anno investiamo 1 miliardo di euro nel rinnovo della flotta regionale. […] Sulla stessa direttiva, poi, il pilastro degli Intercity – ha concluso l’ad Corradi – che hanno visto un aumento dei passeggeri del 20/30% in più rispetto agli anni precedenti: vedremo, infatti, presto nuove carrozze intercity notte, per viaggiare in treno come in albergo».

Oltre ai trasporti nazionali e regionali, però, c’è il nodo di quelli su rotaia ma internazionali, di cui la Tav Torino-Lione è proprio uno degli emblemi, nel bene e nel male. In ogni caso, la società che gestisce la costruzione del tunnel ad alta capacità fra le due città di partenza e arrivo della linea, la Telt, conferma la data di inaugurazione per il 2032. «Avremo una linea con 57,5 Km e mezzo di tubo sotto le Alpi, il più lungo del mondo – ha spiegato Maurizio Bufalini, direttore generale di Telt ad Expo Ferroviaria – e con le migliori soluzioni innovative. La società ha completato le fasi di approvazioni e progetti e ricerca di finanziamento, sono stati aggiudicati tutti gli appalti di opere civili e ci stiano organizzando per l’inizio dei lavori. Abbiamo lanciato un appalto da 8 miliardi – ha concluso Bufalini – chiedendo alle imprese di proporre le soluzioni innovative e migliori per avere una linea moderna con i migliori livelli di manutenibilità dell’infrastruttura».

Expo Ferroviaria, innovazione e obiettivo sostenibilità – non solo elettrica

Oltre ai discorsi di impostazione infrastrutturale del sistema paese, di cui la filiera della rotaia è colonna portante, fulcro dell’evento Expo Ferroviaria a Fiera di Milano Rho è stato certamente il tema innovazione. Due i filoni lungo cui si è mossa la componente green del comparto ferroviario. Da una parte i primi treni italiani a batteria che saranno operativi tra la Puglia e la Basilicata entro il 2026. Dall’altra il primo treno a idrogeno italiano che sarà su rotaia già dalla fine del prossimo anno in Valcamonica.

Partendo dai treni a batteria, è stato presentato il convoglio dall’azienda Stadler, e ospiterà i passeggeri sulla linea Altamura-Matera, gestita dalle Ferrovie Appulo Lucane (Fal). Alla presentazione è intervenuto lo stesso Matto Salvini che ha commentato così il risultato: «Siete la dimostrazione che le aziende e gli Enti Pubblici italiani fanno molto più green, molta più transizione ecologica intelligente rispetto a qualche chiacchierone da altre parti che pensa di imporre la transizione ecologica sulla pelle di lavoratori, cittadini e imprenditori. L’elettrico a batteria su binario garantisce occupazione in una terra come la Lucania che di lavoro ha fame». Il risultato è ancor più importante se considerato come ottenuto. I 5 treni green, infatti, sono stati acquistati da Fal a 45 milioni in parte legati al Fondo complementare al Pnrr, in parte sul programma nazionale infrastrutture e reti Pon-Pac 2014-2020. «Consuma quanto 30 Suv elettrici e può trasportare 30 persone in più, tra le 176 e le 180 contro le 150 al massimo dei 30 Suv» – così il direttore generale di Fal Matteo Colamussi. Le batterie dei convogli sono posizionate in testa ai vagoni, in prossimità della cabina, hanno un’autonomia di 70 Km e si ricaricano durante le soste nelle stazioni. La loro durata stimata è di circa 7 anni.

Il primo treno a idrogeno made in Italy, invece, si chiama Coradia Stream ed è prodotto dalla FNM, principale Gruppo integrato nella mobilità sostenibile in Lombardia insieme all’azienda costruttrice Alstom, leader globale nella mobilità intelligente e sostenibile. Rispondendo in modo completamente positivo alle richieste di zero emissioni entro il 2050, Coradia sarà il primo tremo che non emetterà direttamente Co2, dotato di celle a combustibile a idrogeno. Capacità di 260 posti a sedere e ben 600km di autonomia. Il treno entrerà in servizio commerciale in Valcamonica tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, lungo la linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo di FerrovieNord su cui il servizio è gestito da Trenord, nell’ambito del progetto H2iseO, che mira a realizzare la prima Hydrogen Valley italiana nel territorio bresciano.