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Tv Usa boicottano Trump che mette al bando dalla Casa Bianca tre media

22
Settembre 2026
Di Giampiero Gramaglia

Le tv Usa rispondono con un boicottaggio, una sorta di Aventino washingtoniano, alla messa al bando dalla Casa Bianca, per ordine di Donald Trump, di tre media, Cnn, Now e Politico, colpevoli di non riferire in modo acritico le verità del presidente, che sono spesso menzogne.

Ieri, tutte le tv del pool della Casa Bianca, le generaliste Abc, Cbs e Nbc e le ‘all news’ Cnn e Fox, hanno sospeso la loro copertura delle attività presidenziali – un’intesa in base alla quale esse a turno forniscono immagini a tutti i network – in segno di protesta.

E Cnn, Now e Politico hanno denunciato l’Amministrazione Trump per “palese violazione” del primo emendamento della Costituzione Usa, quello che garantisce libertà di espressione e di stampa. La loro messa al bando selettiva è infatti basata sui contenuti della loro copertura, non graditi al presidente: su valutazioni soggettive, non oggettive.

Trump, in un post sul suo social Truth, ha replicato che lui ha a cuore la libertà di stampa, ma non i media da lui definiti ‘FAKE NEWS’ – naturalmente scritto tutto maiuscolo –.

Il boicottaggio che fa seguito alla messa al bando segna il momento più intenso delle tensioni tra Trump e i media che hanno scandito i primi venti mesi del secondo mandato del magnate alla Casa Bianca, a partire dall’esclusione dai briefing della Ap perché continua a scrivere Golfo del Messico (e non Golfo dell’America, come da ordine esecutivo presidenziale).

Braccio di ferro tra media e Trump a parte, l’attenzione è oggi puntata sul prossimo incontro fra il presidente Usa e il cinese Xi Jinping e sul discorso che Trump si appresta a fare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nelle battute d’apertura della serie di interventi di leader che andrà avanti per tutta la settimana.

Per la Cnn, Trump si rivolge ai grandi del Mondo dalla tribuna dell’Onu in una fase volatile della politica internazionale, che lui stesso “ha contribuito a incendiare”: il presidente “accelera il caos”. Il discorso cade in un momento in cui alleati e partner degli Stati Uniti “stanno perdendo la fiducia in Washington”, quando non l’hanno già persa.

Sull’incontro con Xi, il New York Times titola: “Con il tempo dalla sua, Xi punta a estendere la tregua con Trump”, in atto dalla visita del magnate a Pechino la scorsa primavera. “Davanti a un presidente americano impastoiato fra la guerra con l’Iran e la politica interna, il leader cinese cerca di imbrigliarlo in una fragile tregua mentre lui si sforza di ridare vigore alla sua fragile economia interna”.

Per il giornale, il controllo che Pechino continua ad esercitare sulle terre rare è un elemento di confronto fra Xi e Trump: “L’industria manifatturiera ha problemi per le limitate forniture, mentre i negoziatori di Washington e Pechino discutono le restrizioni all’export cinese che hanno impatto sull’economia globale”. Alla cena di Stato che Trump offrirà a Xi, saranno presenti boss dell’IA e della high-tech statunitensi, tutti grandi donatori dei repubblicani e dello stesso presidente.

Secondo il Wall Street Journal, Xi vede in Trump “una finestra di opportunità rara”, durante la quale “convincere Taiwan che la resistenza al ricongiungimento alla madre patria è vana”: Pechino sta corteggiando l’opposizione taiwanese e ha pure aiutato la leader dell’opposizione Cheng Li-wun a fare una visita sul continente. L’idea è di attrarre l’isola nella propria orbita, senza bisogno di intraprendere azioni militari.