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Draghi al Senato: cercare la pace e superare la crisi

21
Giugno 2022
Di Paolo Bozzacchi

Rilanciare la ricerca di pace e superare la crisi. Questi i due messaggi chiave del Premier Draghi durante la comunicazione al Senato di poco fa, in vista del Consiglio Europeo e del G7 dei prossimi giorni. “Questo è il mandato del Parlamento”, ha sottolineato Draghi, che poi ha aggiunto: “Questa la guida della nostra azione”.

Misure anticrisi guidate da responsabilità e solidarietà

L’Italia ha già stanziato “30 miliardi di euro di aiuti a famiglie e imprese, in parte con il contributo straordinario delle grandi aziende energetiche che hanno maturato profitti enormi grazie all’aumento dei prezzi. Con questa misura abbiamo chiamato le imprese a compartecipare a costi che tutta la società sta sopportando, una scelta dettata dal principio di solidarietà e responsabilità”.

La visione italiana dell’UE

“Il Consiglio europeo di fine mese rappresenta un’occasione per cominciare a guardare al futuro assetto dell’Unione, confini, sicurezza e sviluppo economico”. Poi Draghi rilancia su espansione dell’Eurozona e allargamento dell’UE: “Il parere positivo della Commissione Ue sull’adozione dell’euro da parte della Croazia a partire dal 2023 è un ottimo segnale che l’Italia coglie con favore”. Nel Consiglio si comincerà a parlare dell’allargamento “dell’Unione ai Balcani occidentali; il governo italiano è favorevole all’ingresso di Albania e Macedonia del Nord“.

Le due G della crisi: Gas e Grano

Sul grano l’allarme di Draghi è chiaro: “Il conflitto in atto ha innescato una crisi umanitaria di dimensione straordinaria: sono a rischio le forniture di grano nei paesi più poveri e nei porti ucraini sono bloccati milioni di tonnellate del raccolto precedente. Bisogna liberare le scorte che sono in magazzino per sbloccare le forniture e fare spazio al nuovo raccolto che arriverà a settembre“. Sulla crisi energetica il Premier Draghi lega il concetto all’impennata dell’inflazione: “In Europa l’andamento del prezzo dell’energia è alla base dell’impennata dei tassi d’inflazione degli ultimi mesi” ma “l’inflazione di fondo che esclude i prezzi energetici e alimentari è meno della metà del 7,3% rilevato a maggio. Per frenare l’aumento generale dei prezzi e tutelare il potere d’acquisto dei cittadini è essenziale agire anche sulla fonte del problema e contenere i rincari di gas e energia. I Governi hanno gli strumenti per farlo, la soluzione che proponiamo da diversi mesi è l’imposizione di un tetto al prezzo del gas russo che consentirebbe anche di ridurre i flussi finanziari verso Mosca”. Il Consiglio europeo ha dato mandato alla Commissione di verificare la possibilità di introdurre un tetto al prezzo. “Questa misura – ha aggiunto Draghi – è diventata ancora più urgente alla luce della riduzione delle forniture da parte di Mosca: le forniture sono ridotte, il prezzo aumenta, l’incasso da parte di Mosca resta lo stesso, le difficoltà per l’Europa aumentano vertiginosamente”.

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