Politica

Italia e India: la visita di Giorgia Meloni riallaccia i rapporti per un ruolo nello scacchiere dell’Indo-pacifico

02
Marzo 2023
Di Simone Zivillica

Giorgia Meloni è al suo ultimo giorno di visita istituzionale in India, domani si sposterà ad Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, con l’obiettivo di rilanciare le relazioni fra i due Paesi e rafforzarne la collaborazione, in tema di ambiente ed energia. Mete, queste, centrali anche nell’incontro tra Italia e India, che ha visto apporre il cappello di importanza strategica per entrambe le nazioni. Dai parallelismi tra Mazzini e Gandhi, dal taglio folkloristico ma significativo, fino alle rinnovate partnership sostanziali in settori industriali chiave, la visita di Giorgia Meloni ha toccato diversi punti cruciali cari alla politica estera italiana. Assume, la visita di un premier italiano, ancor più importanza se si considera che le relazioni diplomatiche tra Italia e India non erano mai state riscaldate abbastanza dopo lo shock avvenuto nel 2011 con il celebre caso dei Marò.

Nel cercare un punto di contatto rapido quanto efficace, Giorgia Meloni trova la direzione del suo avvicinamento dialettico alle istituzioni indiane citando la sua figura più iconica, il mahatma Ghandi. Come aveva fatto anche in Polonia ricordando l’unione storica, politica e artistica tra gli unici due popoli, quello polacco e quello italiano, che condividono l’altro nel proprio inno nazionale, la premier mette nello stesso concetto il nostro Risorgimento con Giuseppe Mazzini e, appunto, Gandhi. «Vi sono al mondo pochi esempi di un uomo che, solo, abbia compiuto la resurrezione del proprio Paese con la forza del pensiero e la dedizione estrema durata tutta la vita: così il grande Mahatma Gandhi parlava di Giuseppe Mazzini, uno dei padri del Risorgimento italiano, fonte d’ispirazione anche per quello indiano – così Giorgia Meloni ha ricordato i nostri moti di costruzione della patria. Due patrioti che con le loro azioni e le loro opere hanno indicato il cammino ai nostri popoli. Italia e India, civiltà millenarie che hanno combattuto per la loro indipendenza e sono oggi unite nella difesa della democrazia e della libertà», ha poi concluso.

Energia

Durante la sua visita, Meloni ha incontrato numerose personalità indiane, tra cui il ministro degli Esteri indiano S. Jaishankar, il ministro delle Finanze Nirmala Sitharaman, il ministro della Difesa Rajnath Singh e il governatore della Banca Centrale indiana Shaktikanta Das. Meloni ha anche partecipato a incontri con rappresentanti delle imprese e della comunità italiana in India. Sono infatti, circa 25mila gli addetti nelle oltre 600 aziende italiane che operano sul territorio indiano, per la maggior parte sorte nei distretti industriali di New Delhi e Mumbay. Tra queste, anche società energetiche di fondamentale importanza come Enel, che proprio oggi ha firmato un importante accordo con l’India. In una nota, infatti, Antonio Cammisecra, direttore di Enel Grids, dichiara che “Gli accordi annunciati durante la Business Roundtable tra India e Italia sono frutto di anni di stretta collaborazione tra il Gruppo Enel e le principali organizzazioni indiane del settore energetico. Oggi, grazie alla collaborazione tra Tata Power-Ddl e la nostra consociata Gridspertise, riconfermiamo il nostro impegno a supporto del percorso di transizione energetica dell’India e, in particolare, degli ambiziosi piani del Paese in materia di contatori intelligenti e digitalizzazione, con l’obiettivo di modernizzare le reti di distribuzione esistenti, migliorarne le prestazioni e la qualità in un Paese in cui la crescita demografica ed economica sta trainando l’elettrificazione”. L’accordo è stato siglato a margine del bilaterale tra Giorgia Meloni e il primo ministro indiano Narendra Modi, nella Business Roundtable presieduta dal nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Transizione ecologica

Proprio il tema di come produrre energia è stato centrale nei dialoghi intrapresi nella visita indiana di Giorgia Meloni. La premier ha puntato una parte importante della sua analisi dei rapporti tra Italia e India, infatti, sulla transizione ecologica, in uno dei paesi che, fuori dall’occidente, è tra i più strettamente osservati in tema di inquinamento ed emissioni. In merito, nel suo discorso al Raisina Dialogue, di cui la presidente del Consiglio è ospite d’onore, Meloni ha detto che «dobbiamo tutti contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico con compiti e responsabilità diverse. Dobbiamo farlo tenendo conto delle nostre responsabilità verso le generazioni future, ma anche verso i nostri cittadini di oggi, e dobbiamo farlo in modo equilibrato: ogni Paese deve fare la sua parte». L’India fa la sua parte nella produzione di energia pulita grazie a diversi impianti fotovoltaici ed eolici.

Nuova Delhi, il Presidente Meloni interviene alla conferenza Raisina Dialogue

Le rotte nell’Indo-pacifico

Giorgia Meloni, inoltre, ha discusso di questioni politiche con i suoi interlocutori indiani, tra cui la situazione in Afghanistan, la crisi in Birmania nonché la lotta al terrorismo. Ha anche incontrato rappresentanti di alcune organizzazioni indiane, tra cui il Partito del Popolo Indiano (BJP) e il Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), che sono stati oggetto di critica da parte di alcune organizzazioni internazionali per i loro presunti legami con la violenza comunale. In tema di politica estera, però, i nodi che il governo Meloni puntava a sciogliere si formavano su due fronti cruciali: da una parte il posizionamento geopolitico dell’Italia nello scacchiere dell’Indo-pacifico, dall’altra la posizione sull’accordo della nuova via della seta, in scadenza entro l’anno.

Sul primo fronte, è apparso chiaro come la visita in India sia di dirimente importanza strategica, in quanto conferma le mire a svolgere un ruolo diplomatico, economico e commerciale di primo piano, come l’accordo siglato da Enel conferma. L’Italia, infatti, ha un interesse crescente per la regione, soprattutto dal punto di vista economico. Negli ultimi anni, il governo italiano ha promosso una maggiore cooperazione con i paesi della regione, in particolare Cina, India e Giappone, al fine di rafforzare i legami commerciali e di investimento. L’Italia ha inoltre partecipato alle operazioni di sicurezza marittima nell’Oceano Indiano, con l’invio di una nave militare per contrastare la pirateria.

La nuova via della seta, o del cotone?

Sul secondo fronte, invece, già quando era ancora all’opposizione, Giorgia Meloni si esprimeva in modo molto critico sulla firma dell’accordo Belt and road initiative, ossia appunto la nuova via della seta: il programma cinese, a cui l’Italia ha aderito nel 2019 durante il primo governo Conte, è molto indigesto a Nuova Delhi mentre Giorgia Meloni definiva la partecipazione italiana “un grave errore”. Come riporta il Foglio da una indiscrezione pubblicata da Intelligence online, Meloni starebbe valutando la possibilità di viaggiare in Cina durante il Terzo Forum sulla Via della Seta in primavera, ma l’annullamento della visita a Pechino del segretario di stato americano Antony Blinken fa sorgere dubbi sull’opportunità di un eventuale viaggio di un leader europeo al forum celebrativo dell’influenza cinese all’estero.

Se a questo si aggiunge che Macron sta rendendo la Francia sempre più solida nello scacchiere dell’Indo-pacifico, appare ancor più chiaro che l’avvicinamento tra Italia e India è tanto più strategico quanto più è necessario, per entrambi, cercare un’alternativa alla via della seta. Qualcuno è convinto di trovarla nella via del cotone che, ça va sans dire, parte proprio dall’India.

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