Politica
IA made in Italy, questa la sfida. La novità lanciata da Engineering incuriosisce la politica
Di Alessandro Caruso
Engineering, tra i leader della Digital Transformation in Italia e con un’importante presenza a livello internazionale, lancia IS-IA – Italy’s Sovereign Intelligence Architecture, un approccio architetturale basato sul concetto di Intelligenza Artificiale italiana, governabile e sicura. Tradotto: un passo avanti verso la costruzione di un’intelligenza artificiale italiana, il cui controllo dati e gestione non sia dipendente dai colossi digitali stranieri. Questo è stato il concept dell’evento in Senato organizzato da Engineering martedì 21 aprile e promosso dalla vicepresidente del Senato Licia Ronzulli (qui le foto). Per Engineering ha partecipato anche il Ceo Aldo Bisio.
Grazie a questa strategia innovativa, l’azienda supporterà le organizzazioni a non affidarsi più solo ad una AI difficile da governare, ispezionare e certificare. L’intelligenza artificiale diventa così un asset che genera valore cumulabile nel tempo e contribuisce alla costruzione di un vantaggio competitivo difendibile e duraturo, coerentemente con i vincoli dell’IA Act. Le parole di Fabio Momola, CEO di Engineering D.HUB, Cybertech e Atlantic Technologies.
L’intelligenza artificiale sta crescendo più velocemente di qualsiasi altra tecnologia, la spesa mondiale per l’AI raggiungerà circa 3,3 trilioni di dollari entro il 2027, ma in questa corsa c’è un paradosso: la maggior parte delle applicazioni di AI è oggi un’interfaccia sopra gli stessi pochi modelli, accessibili a tutti e quindi lontani dal creare un reale vantaggio competitivo. Per superare queste limitazioni e permettere alle organizzazioni di adottare un’AI sicura, efficiente, trasparente e nata per adattarsi a dati, processi e decisioni della loro organizzazione, Engineering ha sviluppato EngGPT 2. Progetti come questo implementano l’orientamento verso un’IA made in Italy soprattutto in un contesto di crisi energetica, che rende il percorso più complesso, come spiega il sottosegretario all’Innovazione digitale Alessio Butti.
L’argomento è stato spunto per riflettere anche sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale ai vari settori e comparti, tra cui la comunicazione e l’editoria. Alberto Barachini, sottosegretario all’Editoria, lo ha spiegato chiaramente: l’Ia non è un nemico, ma un vantaggio.
Tra i presenti anche i rappresentanti della politica, tra cui l’onorevole Giulio Centemero (Lega) e il senatore Guido Liris, entrambi impegnati nel portare avanti l’agenda per lo sviluppo e la regolamentazione dell’IA, una sfida complessa, come spiegano, ma entusiasmante, perché apre al genere umano la porta per affrontare nuove sfide, sempre più ambiziose.





