News

Usa: Minneapolis, Trump fa marcia indietro, l’Ice comincia ad andarsene

27
Gennaio 2026
Di Giampiero Gramaglia


Il presidente Usa Donald Trump allenta la pressione della polizia anti-migranti su Minneapolis, dopo 72 ore di proteste in città per l’uccisione, la scorsa settimana, di un cittadino americano, l’infermiere Alex Pretti, dopo quella, il 7 gennaio, di Renée Good. durante i raid dell’ormai famigerata Ice (Immigration and Customs Enforcement).

Il presidente allontana da Minneapolis il comandante della Border Patrol Greg Bovino e una parte dei suoi agenti. Bovino è figura centrale del pugno di ferro anti-migranti attuato in Minnesota ed è un’immagine ormai divenuta iconica col suo look da SS Anni Trenta. In città, arriva Tom Homan, lo ‘zar della frontiera’ dell’Amministrazione Trump, che guiderà le operazioni anti-migranti.
Trump parla con il governatore della California Tim Walz e il sindaco di Minneapolis Jacob Frey e usa toni distensivi, dopo le feroci polemiche dei giorni scorsi.

Non è chiaro quali saranno gli sviluppi della presenza dell’Ice a Minneapolis e delle inchieste aperte o che lo saranno su quanto avvenuto. Ma l’interpretazione generalizzata della mossa di Trump data dai maggiori media Usa è di “un ammorbidimento del tono” – scrive il Washington Post –.
Tutti i media più influenti, anche quelli – conservatori – del magnate australiano Rupert Murdock, come il New York Post e il Wall Street Journal, chiedono che l’Amministrazione “renda conto”. “con inchieste accurate e resoconti dettagliati”, di quanto avvenuto.

New York Times e Washington Post pubblicano gli articoli di fondo dei rispettivi Editorial Boards. Il NYT denuncia: “Il presidente Trump e la sua squadra si sono impegnati ancora una volta in una perversione della giustizia e sono pronti a mentire per difendere i loro interessi. Il Congresso deve intervenire”. La Cnn afferma che “cresce” la richiesta di indagini “sulla seconda sparatoria fatale” ai danni di un cittadino americano da parte di un agente federale.

Il WSJ ricostruisce, in apertura, le 48 ore che hanno indotto Trump a cambiare rotta sul Minnesota: il giro di valzer del presidente è avvenuto dopo che anche legislatori repubblicani e suoi alleati hanno espresso preoccupazione per come stavano evolvendo le cose a Minneapolis.
In questo contesto, ha rilievo la decisione di un candidato repubblicano alla carica di governatore del Minnesota – si vota quest’anno -. Chris Madel ha criticato la politica anti-migranti di Trump. Madel, che è un avvocato difensore dell’agente che ha sparato a Renée Good, definisce l’operato dell’Ice nello Stato “un disastro senza limiti”. La decisione a sorpresa di Madel – scrive l’Ap – arriva mentre crescono le richieste anche da parte dei repubblicani per indagini su quanto avvenuto nelle uccisioni di Good e Pretti.

Non è però chiaro come intendano muoversi nel Congresso i democratici, che per ora condizionano il varo del bilancio a un ‘definanziamento’ dell’Ice, a rischio di innescare un nuovo shutdown, cioè una serrata parziale dei servizi federali, dopo quello già subito dall’Unione nell’autunno scorso, divenuto il più lungo della storia.
Intanto, un giudice federale del Minnesota ha intimato al capo dell’Ice di presentarsi in aula, venerdì, per spiegare perché ad arrestati detenuti dalla polizia anti-migranti è stato negato d’avere un regolare processo.