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Iran: la battaglia dello stretto minaccia la tregua e l’economia
Di Giampiero Gramaglia
La battaglia dello Stretto di Hormuz, la ‘mini-guerra’, come la chiama il presidente Donald Trump, che per una volta minimizza, salvo poi tornare a minacciare di “radere al suolo” e di “eliminare dalla faccia della Terra” l’intero Iran, tiene banco questa mattina. Ci sono informazioni contrastanti sui primi effetti del piano Usa Project Freedom per riaprire alla navigazione lo Stretto, garantendo la protezione della Us Navy alle navi mercantili che vogliano attraversarlo, nonostante le mine e il rischio di attacchi iraniani. Oltre alle squadre navali di due portaerei, la Lincoln e la Bush, vi sono impegnati un centinaio di aerei e 15 mila uomini,
Ieri, due mercantili battenti bandiera statunitense sarebbero passati, dopo che missili e droni iraniani sarebbero stati intercettati. Per Trump, sette piccole unità navali iraniane sono state neutralizzate. Ma Teheran sostiene di aver attaccato unità militari statunitensi, senza colpirle, ma facendo loro invertire la rotta. Gli Emirati arabi uniti e l’Oman accusano l’Iran di attacchi con droni; Teheran nega.
In un post su X diffuso questa mattina, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi afferma: “Gli eventi di Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare a una crisi politica. Poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie al cortese sforzo del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall’essere trascinati di nuovo in un pantano da parte di malintenzionati. Lo stesso dovrebbero fare gli Emirati Arabi Uniti … Project Freedom è un progetto morto…”.
Per il New York Times, le scaramucce nel Golfo minacciano di riaccendere il conflitto, che di fatto è ‘in sonno’ da circa un mese. Secondo il Washington Post, gli attacchi nello Stretto “compromettono la fragile tregua” tra Usa e Iran, in una fase in cui “i negoziati restano in stallo…”. Il controllo che l’Iran esercita sullo Stretto è il nodo dei negoziati, il cui principale obbiettivo ora è ripristinare la libertà di navigazione che esisteva prima del 28 febbraio, cioè prima dell’aggressione congiunta israelo-americana.
Il Wall Street Journal ritiene che quanto avvenuto ieri sia “un test per il desiderio di Trump di porre termine alla guerra all’Iran” e rivela che gli iraniani stanno applicando nel Golfo tattiche giù usate negli Anni Ottanta contro gli Stati Uniti”, integrate dai droni che allora non esistevano.
In un incontro alla Casa Bianca in occasione della Small Business Week, Trump ha sminuito l’impatto sull’economia della guerra all’Iran, affermando che i dati della crescita e dell’occupazione sono buoni e che i prezzi dell’energia scenderanno presto. Però, osserva il NYT, le sue previsioni d’un conflitto breve con minimi impatti sull’economia “stanno crollando”. E si apre anche un fronte con la Cina, cui Washington lancia un monito sulle violazioni delle sanzioni all’Iran, dopo che Pechino ha detto alle sue raffinerie di non tenere conto delle misure statunitensi e di andare avanti con i loro acquisti di greggio iraniano.
IL WP scrive che la Casa Bianca si prepara a negoziare, dopo il voto di midtern del 5 novembre, con un Congresso a guida democratica, perché i sondaggi vanno in quella direzione: i repubblicani, oggi come oggi, perderebbero la Camera e rischiano di perdere pure il Senato. I rilevamenti sono negativi per il presidente Trump: 62% degli intervistati per conto di Abc e WP, ne disapprovano l’operato, il 76% gli contestano il costo della vita, il 72% l’inflazione, il 66% il conflitto con l’Iran.
Riuniti ieri a Erevan, in Armenia, per il vertice della Comunità politica europea, i leader europei hanno discusso di difesa, energia e approvvigionamenti energetici, alla luce della guerra in Iran e del deterioramento dei rapporti con gli Stati Uniti. C’era pure il premier canadese Mark Carney, che, del suo Paese, ha detto: “Siamo i più europei tra i non europei”.
Da Erevan, secondo Eunews, è partita una sfida politica al presidente russo Vladimir Putin, partendo dalla presa d’atto – condivisa dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky – che alleanze, confini e logiche sono cambiati.
Tra Russia e Ucraina, sta per entrare in vigore una breve tregua, in coincidenza con l’anniversario della vittoria sul nazismo nella Seconda Guerra Mondiale: Kiev la celebra l’8 Maggio, come il resto dell’Europa; Mosca, per ragioni di fuso, il 9 Maggio. Ieri, un drone ucraino ha colpito un grattacielo non lontano dai luoghi della parata della Vittoria sullla Piazza Rossa, creando dubbi sulla sicurezza dell’evento.
A Roma, è atteso il segretario di Stato Usa Marco Rubio, che, in un momento segnato da tensioni con il Vaticano e con l’Italia, incontrerà sia Papa Leone XIV che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.





