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Il significato del patto per il Mediterraneo, una direzione cruciale per l’Ue

13
Agosto 2026
Di Gianni Pittella

Il Patto per il Mediterraneo lanciato dalla Commissione Europea e il suo primo Action Plan rappresentano un passo avanti importante. Per la prima volta dopo molti anni, l’Unione europea sembra riconoscere che il Mediterraneo non è soltanto una frontiera da proteggere, ma uno spazio strategico nel quale costruire relazioni economiche, energetiche, culturali e politiche più profonde.

Le 21 azioni previste sono concrete e alcune particolarmente significative: penso all’Università del Mediterraneo, alla cooperazione energetica attraverso T-MED, alla ricerca, alla formazione dei giovani, alla connettività digitale.

Ma il limite del Piano emerge proprio osservandone l’architettura. Nove azioni su ventuno riguardano sicurezza, preparedness e migrazioni, mentre soltanto quattro sono dedicate alla costruzione di economie più integrate e sostenibili. È il segnale che l’Europa continua ancora a guardare al Mediterraneo soprattutto attraverso la lente della sicurezza e della gestione delle emergenze.

Serve un salto di qualità. Il Mediterraneo non può essere considerato soltanto il confine meridionale dell’Europa. Deve diventare uno dei grandi assi della strategia geopolitica europea. Ciò significa costruire una vera partnership tra le due sponde, fondata su interessi condivisi: energia, capitale umano, università e ricerca, infrastrutture e logistica, digitale, ambiente, gestione comune delle migrazioni, sicurezza e sviluppo.

Per questo il Patto deve essere un punto di partenza, non di arrivo.

La sfida politica è trasformare un insieme di programmi e progetti in una vera politica euro-mediterranea comune, dotata di una governance politica stabile, di adeguate risorse finanziarie e di una visione strategica di lungo periodo.

L’Europa sarà più forte nel mondo se saprà diventare anche una potenza mediterranea.