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Elezioni regionali, Lazio: le squadre dietro i candidati e le anticipazioni sulle giunte

23
Gennaio 2023
Di Simone Zivillica

La corsa alle prossime elezioni regionali nel Lazio continua fra confronti faccia a faccia in cui si confermano spesso le sensazioni di una campagna elettorale altalenante. Se, infatti, a fine anno scorso la candidatura di Francesco Rocca per il centrodestra sembrava preconizzare una vittoria sicura, ora la rimonta annunciata da Alessio D’Amato (con le liste che lo sostengono) così come la conferma che Donatella Bianchi sia un nome forte sostenuto da un partito altrettanto forte, stanno facendo sì che la corsa a via Cristoforo Colombo si faccia meno certa e più combattuta. Ne sono la riprova vari fattori, tutti incidenti sia nell’area di centrodestra che in quella di centrosinistra, pentastellati inclusi. Negli ultimi incontri in cui si sono confrontati, uno nella sede di Confcooperative e un altro alla Casa dell’Architettura a Roma, i candidati hanno continuato a spingere sui punti cardine dei loro programmi, esplicitati nei casi di Bianchi e D’Amato, mentre non è stato ancora pubblicato quello di Francesco Rocca.

Le rispettive squadre dei candidati lavorano alle risposte da dare ai cittadini laziali nel prossimo mandato alla regione. Parlando di squadre, non sono pochi i nomi di peso. Non è un segreto, infatti, che la campagna elettorale di Rocca sia gestita da Pier Luigi Di Gregorio, esperto di campagne elettorali. È stato proprio lui, infatti, a portare alla vittoria prima Gianni Alemanno a Roma e Renata Polverini alla regione Lazio poi. Ha però registrato una sconfitta nell’ultima corsa elettorale, quella per sindaco di Roma dove seppur il centrosinistra soffriva della divisione tra PD e il candidato forte Calenda, è riuscito a ottenere la vittoria di Gualtieri a scapito di Michetti, appunto timonato da Di Gregorio. Il professore di Comunicazione Pubblica, Politica e Sfera Digitale e di Web e Social Media per la Politica presso l’Università della Tuscia si dice pronto e convinto di questa sfida, e sicuramente l’assenza del ballottaggio alle prossime elezioni regionali sarà un punto a favore della coalizione monolitica del centrodestra, anche se con molte anime all’interno, in quanto non dovranno far fronte, in un eventuale secondo turno, a possibili unioni d’intenti tra centrosinistra e 5 Stelle.

Proprio il centrosinistra risponde con una candidatura già nota nel mondo politico laziale, dove Alessio D’Amato era stato assessore alla Sanità per la regione durante la guida Zingaretti, mettendo in piedi una risposta all’emergenza Covid-19 tra le più efficaci e veloci con risultati molto soddisfacenti su questo fronte. Risultati che, tuttavia, vengono spesso attaccati dal suo sfidante Rocca che oggi, con una battuta che cita implicitamente anche il suo recente passato, nel confronto organizzato alla Casa dell’Architettura di Roma ha detto di non voler toccare il tema sanità per pudore perché «sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, nonostante quello che dice Alessio D’Amato». La campagna elettorale per le prossime elezioni regionali è gestita, invece, per il centrosinistra da un altro nome noto tra gli esperti del settore, quello di Claudio Velardi. Anche lui professore, di lobbying e comunicazione politica alla LUISS, è stato però un politico “praticante” avendo ricoperto il ruolo di capo dello staff di Massimo D’Alema tra il 1998 e il 2000 oltre che esponente del PCI prima e del PDS dopo. Nel suo curriculum, infine, si annovera anche l’esperienza diretta in ambito regionale, in Campania, dove ha ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura.

Oltre ai nomi dietro alle candidature, è importante tenere conto anche quelli davanti, ossia quelli annunciati o sottintesi per i prossimi assessorati chiave. Sempre al confronto al palazzo dell’Architettura, D’Amato ha ribadito che «da presidente di Regione, nella prossima giunta regionale, nominerò come assessore ai Diritti e alle Garanzie, Luigi Manconi, un assessore non vedente […] che si occuperà dei fragili». Il sociologo ed ex senatore sarà quindi nella squadra di governo della regione di Alessio D’Amato, insieme all’altro nome già annunciato, ossia quello di Alessandra Sartore, già assessore con deleghe alla programmazione economica, al bilancio, al demanio e al patrimonio nel Lazio di Nicola Zingaretti, oltre che sottosegretaria di stato al ministero dell’Economia e delle Finanze durante il governo Draghi.

Le squadre di governo di Francesco Rocca e Donatella Bianchi, invece, sono ancora tutte da svelare. In merito, la Bianchi ha detto che formerà «una squadra di persone competenti, non è una questione di poltrone ma di merito». Rocca, tuttavia, aveva chiarito che «ci saranno tecnici, probabilmente al Bilancio e alla Sanità […] anche se come sempre, poi, chi prenderà più voti potrà aspirare a diventare uno degli assessori della futura Giunta […] ma saranno competenza e merito a guidare le scelte di chi mi accompagnerà come assessore in Giunta». Tra questi, chi potrà ambire a ruoli nella giunta di Rocca sarà probabilmente Fabrizio Ghera o Roberta Angelilli per FdI o Fabrizio Santori e Giuseppe Cangemi per la Lega. Come anche, sempre in quota Lega, l'”enfant prodige” della falange reatina della Lega, il giovane presidente della provincia di Rieti Mariano Calisse.

Al netto del risultato elettorale, infine, il nome di Donatella Bianchi potrebbe entrare nel palazzo della regione al netto del risultato elettorale. Infatti, D’Amato aveva dapprima proposto un ticket con la giornalista Rai e poi, registrato il suo no, si è rivolto ai suoi elettori lasciando intendere ai più attenti di voler puntare al voto disgiunto. Se così fosse, la mossa sarebbe diretta agli elettori pentastellati per evidenziare come il no ai 5 stelle in coalizione venga più di PD e Terzo Polo che da lui. Insomma, la partita delle prossime elezioni regionali, oltre che sui temi esaminati nei vari programmi, almeno quelli esplicitati, sarà anche su nomi e colori, sempre importanti in politica, nazionale quanto regionale.