News

Cosa è e cosa non è oggi il centrosinistra

14
Settembre 2026
Di Daniele Capezzone

Il centrosinistra italiano, a oggi, è un miracolo di economia: ha abolito leader, programma e perimetro, eppure continua a occupare salotti, talk e pagine intere. Un vuoto che produce rumore.

Leader? Non c’è. C’è Elly Schlein, che fa l’Erasmus permanente tra decarbonizzazione e pompe di calore, e Giuseppe Conte, che da remoto fa il capo e da vicino fa il cauto.

Poi Renzi, che bussa alla porta mentre gli altri gli cambiano già la serratura. E AVS, che entra in coalizione come si entra in un appartamento in affitto: senza firmare, ma pretendendo il balcone.

Risultato: quattro volti, zero volto. Un identikit compilato a matita, pronto a essere cancellato al primo Consiglio dei ministri.

Programma? Nemmeno. Al massimo un catalogo di no: no ai confini e no a Meloni.

Il resto è giaculatoria: salari reali, bollette, crescita. Parole che suonano come un rosario recitato da chi ha perso il libretto. Quando chiedi «quanto costa?», scatta il silenzio solenne di chi sta ancora decidendo se il centrosinistra sia un partito, una federazione o un gruppo WhatsApp con le notifiche accese.

Perimetro? Un’opinione. Oggi Renzi ospite, domani Renzi inquilino sgradito; oggi i 5 Stelle partner, domani i 5 Stelle problema. La coalizione è un cantiere senza progetto, dove ogni mattina si sposta un muro e si scopre che il tetto non c’è. E intanto si aspetta il 2027 come si aspetta un miracolo: che l’elettore, stanco, voti non per qualcosa, ma contro qualcuno.

Cosa c’è, allora? A occhio, solo la contrapposizione a Giorgia Meloni. Un mestiere comprensibile a sinistra, se fosse accompagnato da un’alternativa.

Qui è l’alternativa stessa a essere assente. Meloni è l’unico punto fermo del quadro: l’ostacolo, l’usurpatrice, la parentesi da chiudere. Tutto il resto — lavoro, sicurezza, Occidente, tasse — viene dopo, o non viene. È la politica ridotta a riflesso condizionato: se lei c’è, noi esistiamo; se lei cade, noi… vedremo.

Compagni, non è un’opposizione. È un’attesa. E l’ironia della storia è crudele: dopo anni a dare del fascista a chiunque non la pensasse come voi, vi ritrovate senza idea, senza capo e senza mappa. Solo con un nemico. Che, per vostra sfortuna, governa.