Innovazione

Spazio, The Exploration Company raccoglie 450 milioni: record europeo per una Serie C

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Settembre 2026
Di Alessandro Caruso

The Exploration Company (TEC) mette a segno un round di Serie C da 450 milioni di dollari, il più grande mai annunciato da una società spaziale europea. L’operazione, guidata da Bessemer Venture Partners, Atomico e Scale Up Europe Fund, gestito da EQT, vede anche la partecipazione degli investitori già presenti nel capitale, tra cui Balderton, Plural, Cherry e Red River West. Con il nuovo finanziamento, la raccolta complessiva della società sale a circa 680 milioni di dollari.

Fondata nel 2021 da Hélène Huby e da un team di professionisti del settore aerospaziale, TEC punta a costruire una filiera europea del trasporto spaziale riutilizzabile. Nel breve periodo la priorità è Nyx, capsula indipendente dal lanciatore progettata per trasportare carichi verso stazioni spaziali pubbliche e private e riportarli sulla Terra. La prima dimostrazione orbitale su scala reale prevede l’attracco alla Stazione Spaziale Internazionale e il successivo rientro.

Una parte delle risorse sarà destinata anche ad accelerare lo sviluppo di Storm, motore a razzo riutilizzabile ad alta spinta alimentato da ossigeno e metano e basato su un ciclo di combustione a stadi a flusso completo. L’obiettivo è creare la base propulsiva per un futuro lanciatore europeo riutilizzabile per carichi pesanti, capace, nelle intenzioni dell’azienda, di collocare fino a 40 tonnellate in orbita terrestre bassa in configurazione riutilizzabile. Il finanziamento servirà inoltre a sostenere una nuova fase di test, fino allo sviluppo di un motore operativo nei prossimi anni.

Il round arriva mentre TEC consolida anche il proprio portafoglio commerciale. La società dichiara oltre 2 miliardi di dollari tra contratti e impegni a livello globale, distribuiti tra programmi pubblici e clienti privati. Tra i partner figura l’Agenzia Spaziale Europea, mentre sul fronte statunitense TEC è la prima startup spaziale europea ad aver firmato uno Space Act Agreement con la Nasa, nell’ambito delle attività di qualificazione tecnica, sicurezza e certificazione per future missioni verso la ISS e le stazioni commerciali.

Il finanziamento rafforza anche la dimensione industriale della società, che conta più di 550 addetti tra Europa, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti. Le nuove risorse sosterranno assunzioni e investimenti in ingegneria, produzione, propulsione, operazioni di missione e gestione dei programmi.

Dietro l’operazione c’è un tema che va oltre la crescita di una singola scaleup: la capacità europea di trasformare competenze tecnologiche in infrastrutture strategiche e ridurre le dipendenze nell’accesso allo spazio. «Tutti sulla Terra dipendono da infrastrutture spaziali», ha sottolineato Huby, indicando come priorità la capacità di raggiungere l’orbita, rifornire le infrastrutture spaziali e rientrare sulla Terra. Un mercato destinato a diventare sempre più centrale non soltanto per la ricerca, ma anche per comunicazioni, sicurezza e servizi essenziali.