Innovazione

AI Act, al via le linee guida sulla trasparenza

21
Luglio 2026
Di Virginia Caimmi

L’intelligenza artificiale europea entra in una nuova fase: la Commissione europea ha pubblicato le linee guida che chiariscono come dovranno essere applicati gli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act, destinati a diventare operativi dal 2 agosto 2026. Un passaggio che, al di là dell’aspetto tecnico, rappresenta uno dei tasselli più concreti della strategia con cui Bruxelles punta a coniugare innovazione, fiducia e tutela dei cittadini.

Le indicazioni riguardano fornitori e utilizzatori di specifici sistemi di IA e definiscono quando sarà necessario informare gli utenti che stanno interagendo con un’intelligenza artificiale oppure che un contenuto è stato generato o modificato dall’IA. L’obiettivo è ridurre il rischio di inganno e manipolazione, rendendo immediatamente riconoscibili chatbot, deepfake e altri contenuti sintetici.

Le linee guida chiariscono inoltre il perimetro degli obblighi, offrendo esempi pratici ed eccezioni. Tra queste rientrano i comuni strumenti di supporto alla scrittura, come la correzione ortografica o grammaticale, che non ricadono negli obblighi di etichettatura. Diverso il caso dei contenuti, anche testuali, creati integralmente o in parte dall’IA, soprattutto quando riguardano temi di interesse pubblico e vengono diffusi senza revisione o controllo editoriale umano. In questi casi sarà necessario informare chiaramente gli utenti sull’origine del contenuto.

Per i fornitori di sistemi di IA è previsto anche l’obbligo di integrare marcatori leggibili dalle macchine, così da facilitarne il riconoscimento automatico. I soggetti che impiegano tali sistemi dovranno invece segnalare l’utilizzo di deepfake, di sistemi di riconoscimento delle emozioni e di categorizzazione biometrica, rafforzando così il principio di trasparenza lungo tutta la filiera dell’intelligenza artificiale.

La Commissione sottolinea inoltre che il rispetto degli obblighi potrà essere dimostrato anche attraverso l’adesione al Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA, uno strumento volontario pensato per offrire maggiore certezza giuridica e facilitare la conformità alle nuove regole.

L’iniziativa arriva in un momento decisivo per la politica industriale europea. Nel confronto avviato tra la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e Mario Draghi sul rilancio della competitività dell’Unione, la capacità di tradurre rapidamente il quadro regolatorio in strumenti operativi è emersa come una delle condizioni essenziali per sostenere investimenti e innovazione. Le nuove linee guida vanno proprio in questa direzione: non introducono nuovi obblighi, ma rendono più prevedibile l’applicazione dell’AI Act, riducendo l’incertezza per imprese e sviluppatori. Dal 2 agosto entrerà infatti in vigore la maggior parte delle disposizioni del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, comprese le competenze di vigilanza della Commissione e delle autorità nazionali. Per i sistemi di IA già immessi sul mercato prima di tale data, gli obblighi relativi alla marcatura e alla rilevabilità dei contenuti scatteranno invece dal 2 dicembre 2026. La sfida, ora, non è soltanto applicare le regole, ma far sì che la trasparenza diventi un fattore competitivo dell’ecosistema digitale europeo.