Il Forum della Salute 2021, giunto al 6º anno, è stata l’edizione della transizione dal vecchio al nuovo mondo, dalla vecchia alla nuova sanità, al nuovo Paese. Cosa sarà la sanità del prossimo futuro? Cosa dobbiamo fare tutti insieme per gestire la transizione affinché la destinazione sia giusta, i tempi siano giusti, i progetti siano giusti? Questi sono i temi che si sono affrontati nel Forum il 28 e 29 ottobre con tutti gli operatori del sistema della salute. Il Forum 2021 è stata l’occasione per dare un contributo di idee per il rinnovamento e la costruzione di un sistema della salute che è chiamato ad un nuovo e impegnativo cammino.

 “Il percorso del sangue: spazi di innovazione tecnologica e organizzativa per l’ottimizzazione della governance di rete del rischio clinico”, questo il nome di una delle tavole che si ha tenuta nell’ambito del Forum. È necessario riqualificare la gestione del sistema trasfusionale, ecco la necessità sottolineata dagli operatori del servizio intervenuti all’incontro tra cui erano presenti anche Gianpietro Briola, Presidente AVIS Nazionale, e Vincenzo De Angelis, Direttore Centro Nazionale Sangue.

Spazi di innovazione tecnologica e organizzativa per l’ottimizzazione della governance di rete e del rischio clinico, sono le azioni da porre al primo posto. Negli ultimi anni stiamo assistendo infatti ad una crescita costante dell’aspettativa sulla qualità dei farmaci emoderivati e della emotrasfusione, spinta dall’integrazione del processo di produzione ospedaliero con quello farmaceutico dei plasma-derivati, assistito da una evoluzione normativa che ne determina l’aumento dei requisiti prestazionali. Tra i partecipanti alla tavola rotonda è emersa con chiarezza la criticità della rete sangue (dal donatore al paziente) in termini di appropriatezza prescrittiva, digitalizzazione e condivisione dei dati, tracciabilità del sangue e, in questo momento, una prospettiva di diminuzione della donazione. La medicina trasfusionale è oggi, e in futuro, caratterizzata da una complessità gestionale per la varietà degli stakeholder (volontariato, strutture ospedaliere, case farmaceutiche, istituzioni normative nazionali ed internazionali) e necessita di un sistema organizzativo integrato che dia le garanzie di compliance attraverso una adeguata visione di processo e la sistematicità del controllo, a garanzia delle competenze cliniche.

“Questa trasformazione epocale richiede una spinta innovativa in termini di expertise organizzativa, informatica e di comunicazione – ha dichiarato Marisa Giampaoli, AD di Hospital Consulting – che si affianchi come partner alla medicina trasfusionale per supportare lo sforzo prestazionale, in aiuto agli operatori sanitari sempre più subissati dalla carta. Oggi più che mai ci troviamo di fronte un’occasione che non possiamo sprecare. Parlo dei finanziamenti del PNRR e della riforma delle reti territoriali. Come immaginare una riorganizzazione della rete sangue senza le Case di Comunità, dove si dovrebbe realizzare la continuità con il territorio vissuto da volontari donatori, operatori sanitari e cittadini.”

 

Flavia Iannilli

 

 

Photo credits: asst-cremona