Economia

Giorgetti in audizione: “Inquadrare le politiche industriali in strategia a lungo termine”

09
Aprile 2021
Di Luca Grieco

Il Ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, è stato audito ieri, giovedì 8 aprile, dalla Commissione Industria del Senato e dalla Commissione Attività produttive della Camera. L’obiettivo dell’audizione è stato delineare le linee di indirizzo del MiSE, soprattutto alla luce degli ingenti nuovi interventi economici che il Governo si appresta ad approvare. “Lintera Europa e tutto il mondo occidentale stanno vivendo una drammatica fase, che può pienamente definirsi storica, suscettibile di produrre cambiamenti radicali e che presenta, nellimmediato e nel prossimo futuro, enormi rischi   ma anche qualche opportunità”.

Il Ministro ha ribadito quanto il nostro contesto produttivo sia stato segnato dalla pandemia: “Una così drastica contrazione delle attività economiche, con conseguente impennata del tasso di disoccupazione e delle condizioni di disagio sociale, può accelerare il processo, in atto da diversi anni, di modifica degli equilibri economico-strategici che potrebbe cambiare profondamente i rapporti di forza tra le economiche mature e le cosiddette economie emergenti, con particolare riferimento alla Cina, e costringere le nostre società a far fronte a crescenti instabilità”. Per tutelare alcuni settori strategici, il Ministro ha inoltre dichiarato che il Governo sta valutando di estendere la possibilità di estendere l’ambito di applicazione del cosiddetto Golden power anche a filiere che attualmente ne sono escluse, ma che hanno un’importanza strategica nell’assetto economico nazionale: “LItalia, in effetti, ha sofferto assai più dei maggiori partner europei limpatto di una serie di cause concomitanti che hanno determinato una stagnazione che si trascina ormai da troppo tempo e i cui tratti più vistosi sono costituiti dallinsoddisfacente livello della produttività e dalle incapacità di recuperare interamente la caduta del PIL derivante dalla crisi economico-finanziaria esplosa nel 2008-2009 che invece Francia e Germania hanno ampiamente superato”.

 

Il Ministro ha quindi ricordato che si tratta anche di problemi strutturali del sistema italiano e che tra questi figura un tessuto normativo intricatissimo che costringe l’iniziativa economica in vincoli soffocanti “che di fatto ne paralizzano o quanto meno ne rallentano l’attività”: “Questo è il motivo per cui agli interventi puntuali, con riferimento ai singoli progetti, che si dovranno realizzare in attuazione al Piano nazionale di ripresa e resilienza, si dovranno accompagnare alcune riforme strutturali che sinteticamente si possono riassumere con interventi per efficientamento delle politiche e degli apparati pubblici”. Il titolare del Mise ha inoltre osservato che l’Italia ha bisogno di un cambiamento di approccio che permetta all’imprenditore e alle imprese di avere un maggiore peso, perché sono loro ad assicurare solide prospettive di crescita dell’economia: “La cultura dellimpresa, comunque largamente radicata nel nostro paese, come dimostra il numero elevatissimo di imprese di piccole e medie dimensioni, deve trovare una adeguata attenzione anche fra i decisori politici e nelle sedi istituzionali. Come già ho avuto modo di ricordare in una precedente occasione, lItalia si colloca, nellambito dellUnione europea, immediatamente dopo la Germania per la quota di valore aggiunto delle attività manifatturiere”.

 

In relazione al Piano nazionale di ripresa e resilienza, Giorgetti ha osservato che sono state apportate delle modifiche, per la parte di competenze del suo ministero, rispetto alla prima versione: “In una logica che cerca di coniugare gli obiettivi indicati a livello europeo, della promozione della digitalizzazione e della transizione ecologica, con la realtà del tessuto produttivo nazionale in modo da collocare una parte più consistente di imprese alla frontiera tecnologica. La scarsa attenzione alle effettive esigenze del mondo produttivo che è stata dedicata dalle politiche pubbliche nel nostro Paese è tanto più grave alla luce del fatte che la stessa Unione europea ha riconosciuto il valore fondamentale della piccola e media impresa come presidio della tenuta sociale e come elemento di sviluppo diffuso e in considerazione del fatto che al modello delle piccole e medie imprese e alla esperienza italiana guardano tanti paesi che perseguono lobiettivo di uscire dalla povertà e di accelerare i processi di crescita”. L’altro elemento osservato dal Ministro è la poca consistenza delle politiche pubbliche che, nel nostro Paese, hanno oscillato in maniera contraddittoria ed incoerente “tra la dispersione di interventi di sostegno a pioggia, frammentando e polverizzando la politica di incentivi, e scelte dettate da una insufficiente istruttoria”. Secondo Giorgetti “si tratta, allora, di non tanto riportare alla sfera pubblica una parte degli assetti produttivi nazionali quanto di collocare la scelta degli strumenti di intervento in una cornice che valuti, sulla base dellesperienza pratica, lutilità di ciascuno di essi, i potenziali progressi conseguibili con alcuni correttivi e il rilievo che possono assumere con riferimento alle priorità che si intendono conseguire”.

 

Nel corso dell’audizione il Ministro ha ribadito che bisogna lavorare pure per creare le condizioni di contesto generale in modo che l’attività di impresa sia meno onerosa in Italia: “Tocca al decisore pubblico compiere uno sforzo per disegnare le politiche industriali inquadrandole allinterno di una strategia a medio e lungo termine che non sia interamente dominata dallaffannosa risposta alle emergenze che via via si presentano ma che sappia indicare priorità e canalizzare gli strumenti di intervento in direzione di un potenziamento strutturale della dotazione industriale e di un avanzamento tecnologico”.

 

Dopo l’intervento del Ministro è stata la volta dei Parlamentari, che hanno espresso le loro osservazioni. La prima ad intervenire è stata l’On. Maria Teresa Baldini (FI), che ha sottolineato l’importanza dello sviluppo del settore dei servizi termali, materia trattata da una sua stessa proposta di legge: “occorre uno strumento di legge che possa destinare risorse allo sviluppo di nuove iniziative o al recupero di iniziative già esistenti, che potrebbe contribuire al recupero edilizio delle aree che spesso versano in situazioni di degrado”.

La Sen. Santanchè (FdI) ha osservato che: “oggi le imprese e gli imprenditori chiederebbero di chiarire quando si potrà tornare a lavorare; quando le attività turistiche potranno riaprire”. L’On. Santanché ha osservato che “siamo uno dei pochi Paesi che non ha tempistiche precise sulla riapertura”.

 

L’On. Masi (M5S) ha osservato che il Decreto Sostegni non sia sufficiente per recuperare le difficoltà delle imprese: “le medie e grandi aziende possono essere aiutate garantendo al 100% la loro capacità di credito, garantito dallo Stato, come è stato fatto nel Decreto Liquidità”. A tal riguardo, Masi ha chiesto al Ministro se fosse previsto un provvedimento simile.

 

La Sen. Tiraboschi (FI) ha espresso apprezzamento per la revisione degli aiuti di Stato a cui ha fatto riferimento Giorgetti. Ha quindi chiesto cosa intenda fare il Mise in relazione al commercio, considerando che è difficile che si riparta con le stesse modalità precedenti alla pandemia, considerando la matrice emergente che vedrà al centro il binomio analogico-digitale. Tiraboschi ha inoltre osservato che non è stata posta particolare attenzione sul capitale umano.

 

Il Sen. Mollame (Misto) ha posto l’accento sulla necessità di riforme strutturali degli apparati pubblici: “questo argomento rappresenta una zavorra, da qualche decennio, per tutte le imprese. Cosa vuole fare con il suo ministero per avviare una seria riforma strutturale?”

 

L’On. Saltamartini (Lega) ha evidenziato il tema della convocazione dei tavoli di crisi aziendali: “rispetto agli innumerevoli tavoli che oggi sono attualmente in essere, cosa realmente lo Stato può fare in maniera concreta per aiutare le imprese in difficoltà, anche alla luce di quella che è la disciplina degli aiuti di Stato?”.

L’On. Moretto (IV) ha osservato che sarebbe utile capire se il cd. Sostegni 2 manterrà lo stesso impianto e che sarebbe importante programmare la riapertura delle attività produttive. L’onorevole ha quindi chiesto se la riapertura delle attività saranno valutate sull’effettivo grado di rischio.

Il Ministro Giorgetti risponderà alle domande effettuate dai parlamentari la prossima settimana.

 

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