Food

Advocacy: pasta italiana, dazi USA quasi azzerati

03
Gennaio 2026
Di Paolo Bozzacchi

«La vita è una combinazione di pasta e magia», diceva Federico Fellini. Ebbene, stavolta la magia in termini di advocacy è riuscita al governo italiano rappresentato dai Ministri degli Esteri e dell’Agricoltura (Tajani e Lollobrigida) che di concerto con l’UE hanno portato a casa un risultato straordinario per i produttori di pasta italiani. In soli tre mesi sono riusciti quasi a far azzerare i dazi sulla pasta italiana, imposti dall’amministrazione Trump a settembre. Salvaguardando una quota di export che all’anno vale tra i 700 e gli 800 milioni di euro. Il Dipartimento del Commercio USA a settembre aveva avviato un’indagine su presunte pratiche di dumping su 13 produttori italiani (tra cui Barilla, Garofalo, La Molisana) e imposto dazi fino al 92%, in aggiunta al 15% standard sui prodotti UE, portando la tariffa a circa il 107%.

Come si è svolta la trattativa
Grazie al supporto del governo Meloni e dell’Unione Europea che ha partecipato con la specifica redazione di memorie difensive, i pastai italiani anche in collaborazione con associazioni quali Coldiretti e Filiera Italia hanno fornito allo US Department of Commerce informazioni aggiuntive (talvolta non richieste), con l’obiettivo di salvaguardare il settore e tutelare i posti di lavoro e il valore del nostro export verso gli USA. Risultato? Dazi di settore ridotti drasticamente dopo l’analisi post-preliminare e in anticipo rispetto alla sentenza attesa per marzo, Nello specifico a 11 produttori italiani (capofila Barilla) la tariffa è stata abbassata al 9,09%. Meglio ancora è andata a La Molisana (2,26%), mentre per Garofalo è stata fissata al 13,98%.

«Come Unione Italiana Food esprimiamo grande soddisfazione per questo risultato, che premia il lavoro costante svolto al fianco delle nostre imprese associate, fra cui La Molisana, Garofalo e Barilla, che hanno affrontato con serietà, trasparenza e spirito di collaborazione un percorso complesso e delicato», è stato il commento entusiastico della presidente dei pastai di Unione italiana food, Margherita Mastromauro. La trattativa e il suo esito è un caso scuola di advocacy: strategia vincente e rapidità diplomatica. Speriamo possa essere imitato con successo da altre filiere del made in Italy.

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